"Non mi è stato proposto niente, la verità è questa. E poi magari questa mia scelta di allontanarmi, almeno fisicamente, dall’ambiente dove ho vissuto per tanti anni, forse ha determinato anche questa mancanza di proposte da parte della società. Naturalmente l’allontanamento è solamente fisico, con Leonardo e parecchi giocatori mi sento molto spesso. Sono andato a trovarli una volta sola, prima della partita con il Real Madrid, proprio per scelta, non perché non avessi avuto voglia di farlo in passato. Loro m’invitano sempre e devo dire che da questo punto di vista sono sempre stati molto gentili e affettuosi con me".

E fin qui ci siamo, non è che in Via Turati debbano per forza trovare un posto di lavoro per il Capitano. Non ne sono obbligati come principio (un'azienda non è costretta ad assumere nessuno, specie se si tratta di un milionario che sprizza salute da tutti i pori),  e non ne hanno una gran voglia  perchè l'ambiente non pare soffrire di eccessive nostalgie nei confronti di questa sorta di monumento milanista. Anzi, è noto che alla curva (che non mi rappresenta ma è sempre in grado  di tenere per le palle la società minacciando di combinar casini) Maldini sta parecchio sui maroni. Inoltre i ruoli chiave sono già tutti occupati e il periodo è delicato, soldi da buttare per incarichi da bella statuina non ce ne sono e a dire il vero si tratterebbe di una situazione vagamente patetica che dubito l'orgoglioso Paolino accetterebbe: lui l'ha sempre detto, o un ruolo operativo o niente. E infatti niente, per il momento Paolino non serve.

Ne prendo atto, sarebbe tutto perfettamente logico e giusto se non fosse che ogni tanto Maldini dà l'impressione di avere qualcosa nel gozzo, di volersi estrarre qualche sassolino dalle scarpe. Come nei frangenti in cui fa considerazioni tipo quelle del seguente paragrafo, che sono poi le stesse –  parola per parola – da me espresse nell'immediato dopo-Atene 2007 e ribadite noiosamente fino ad oggi.

"Credo che manchi un po’ di rinnovamento e di programmazione per il futuro, molto spesso si è pensato solo al presente, soprattutto dopo la Champions League vinta nel 2007. Eravamo sul tetto d’Europa e poi sul tetto del mondo, ma sapevamo tutti, e questo ce lo siamo detti più volte, di non essere la squadra più forte in assoluto. Se volevamo durare, quello era il momento di investire, naturalmente tenendo i giocatori più forti che avevamo. In quel caso lì forse l’investimento sarebbe stato inferiore a quello che si potrebbe ipotizzare per poi dopo rifondare la squadra".

Inopportuno il Capitano? Forse, ma non so cosa darei per sapere che diavolo è successo fra lui e Zio Fester.