Un blog di calcio può essere anche un posto dove scrivere, vista l’occasione ed il periodo, anche storie personali e quella che vi racconto è una delle parti importanti della mia vita e ho deciso di raccontarla perché credo sia giusto così.

Da una breve ricerca su internet, scopro che nel 1961 avvengono, nel mondo, fatti importanti: J.F Kennedy viene eletto Presidente U.S.A., Hassan II eletto Re del Marocco,, debuttano i Beach Boys ed anche Bob Dylan, muore suicida lo scrittore Hemingway, inizia la costruzione del Muro di Berlino, viene fondato il WWF, Gagarin vola nello spazio e nascono le Frecce Tricolori.

Nel frattempo, e più modestamente, in un paesino del varesotto, veniamo alla luce noi due: il 19 settembre, io ed il 19 ottobre, Maurizio, in seguito detto “Icio”.

Cresciamo come la maggior parte dei bambini e ci conosciamo il primo giorno di scuola, nel 1967.

Diventiamo amici e condividiamo ogni momento la nostra passione, giocare a pallone. A casa, per strada, nel parchetto, ovunque. Anche alle medie siamo insieme, io già schierato per il Milan, lui per la Juve. Giochiamo anche nella stessa squadra di calcio. Lui terzino alla Berti Vogts, io ala…di pollo. Decine e decine di allenamenti e partite fatte insieme, andando insieme al campo con uno che pedalava e l’altro sulla canna della bicicletta, con le borse in spalla. Sole, vento, neve, sempre presenti. Senza contare le interminabili sfide con i soldatini della Airfix o l’innamoramento della stessa ragazza. Alle scuole superiori abbiamo intrapreso strade diverse, ma sempre eravamo insieme.

Poi i fatidici “tre giorni” nel 1979. La leva, al Distretto di Como. Io finisco nei Bersaglieri in Friuli, Icio sceglie i Paracadutisti alpini. Terminata la leva ricomincia la nostra vita, fino a quando io non ritengo arrivato il momento di sposarmi. Nel 1985.

Nel 1987, a giugno, io ormai sono diventato padre da pochi mesi, quando Icio mi chiama e mi dice che viene a portarmi i confetti perché anche lui si sposa. Quella sera sono molto felice: il 22 agosto c’è un avvenimento importante.

Parto con la mia famiglia per le ferie ed il 21 agosto rientro a casa contento. Domani Icio si sposa. Tolgo dall’armadio il vestito che devo indossare, preparo tutto per bene e arriva quasi sera.

Suona il telefono ed è mia mamma. “Ciao, si, siamo arrivati, tutto bene. Lì, com’é.?” Silenzio.

“Mamma, che c’é?. Papà non sta bene?”. Silenzio. Con un filo di voce mi dice:“Oggi pomeriggio Icio è andato al campo volo a fare l’ultimo lancio, ma è successa una tragedia. Qualcosa non ha funzionato ed il paracadute non si è aperto”.

Stordito, ho messo giù il telefono. Ho dovuto bere, e più volte, qualcosa di forte perché il mondo stava andando in centrifuga. La sua passione per il cielo, il volo, il lancio con il paracadute, l’essere nati nell’anno di Gagarin e delle Frecce Tricolori, non so, tutte queste cose l’hanno portato via a soli 25 anni.

Questo dolore l’ho sempre dentro, costante, inguaribile.

Ma so che Icio, ora, è sempre nel cielo a volteggiare e nel mio cuore ad abitare.

Anche per questo, adoro l’Aquila che mi rappresenta come avatar.

Noi due, nati nel 1961, ragazzi come tanti. Ma lui si è fermato prima, io sono ancora qui. Un giorno ci ritroveremo, ne sono certo. Perché siamo fratelli. Per sempre.

 

Ho pensato di scrivere questo pezzo della mia vita per darvi un semplice messaggio: non dimenticate mai chi vi sta intorno e vi vuole bene, sfruttate ogni occasione per ricambiare il bene che ricevete.

 

Buone Feste a tutti.

Luciano (Ghostrider2)