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E’ il mio primo post per Screwdrivers, anzi penso il primo post in assoluto, fino ad ora ho scritto solo cronache delle mie partite lette sì e no da qualche decina di persone. Ringrazio innanzitutto Giuseppe per questa opportunità unica, e spero di non annoiarvi troppo, in fondo se scrive MdM possiamo farlo (quasi) tutti. Grazie anche a Stefano per la compagnia durante la mia seconda visita alla mostra.

Come sapete pochi giorni fa il nostro amato Milan ha compiuto 110 anni, per l’occasione è in corso una mostra a Milano sulla storia e i numerosi successi della società.

Quello che vorrei riuscire a trasmettervi io più che la descrizione della mostra in per se, sono le sensazioni che uno prova a girare per le sale, piene di quella storia di cui ha sentito parlare solo da Ghost o da MarcoVan.

 

bruno2Ho visitato la mostra due volte, una da solo, una in compagnia del nostro amato (?) Kalunaat. Già la location è suggestiva, un palazzo nel centro della via dello shopping per eccellenza di Milano, Via Montenapoleone, non chiedetemi l’età, però è abbastanza vecchio. La mostra la puoi girare come e quanto vuoi, noi abbiamo iniziato dalla sala della Fondazione Milan e Milan Junior Camp. Qui le immagini e le testimonianze video raccontano le attività di queste due fondazioni, la prima trova come suo maggiore sostenitore proprio Leonardo. Si passa ad una sala con le foto singolari di tutta la nostra rosa, sono realizzati da un fotografo professionista per Dolce & Gabbana, alcune scommetto che starebbero bene nel salotto d’alcuni utenti del blog per giocare a freccette.

 

Passando dall’altro lato del palazzo inizia la mostra vera. Nella prima sala come si entra si ha come sottofondo musicale un vecchio inno del Milan, i cimeli contenuti in questa sala sono di qualunque tipo, anche dei più impensabili. Quelli più “strani” visti sono la barbie rossonera, il pupazzo di Topo Gigio in versione Milan e una statuetta di un “giovane” Galliani. La gente osserva però soprattutto le foto attaccate alle pareti, foto di derby, finali, ma anche di semplici allenamenti a Milanello. Ci sono papà che rispondono alle numerose domande dei figli piccoli sulle foto di Gullit e Van Basten, Nonni che ricordano le varie partite ai nipoti o ai figli dicendo la fatidica frase “Io c’ero!”. Dietro alle vetrate altri pezzi di storia come le scarpe di Simone, di Pippo o dell’ultima partita di Kaka. Passando alle maglie troviamo Savicevic, Weah e quella celebrativa di Van Basten per la partita di beneficenza in favore di Stefano Borgonovo.

 

Varcando l’entrata della sala successiva si passa dal vecchio inno del Milan ad alcune teleradiocronache di partite del Milan, sentiamo alcune di varie finali, ma anche d’anonime bruno3partite di campionato, mentre si ammirano e si fotografano le Supercoppe Italiane, Coppe Italia e coppe d’Alcuni Scudetti presenti ci si può trovare a ripetere le telecronache a memoria, quando te n’accorgi e ti guardi intorno, vedi che non sei l’unico, addirittura c’è gente che al grido di Pellegatti PIPPO MIO PIPPO MIO E’ STORIA…muove la bocca come per esultare. Al centro ci sono sei monitor, tre mostrano le immagini degli scudetti, tre invece quelle di Coppa Italia e Supercoppe Italiane, anche qui generazioni di milanisti spiegano ai più giovani la storia di queste partite.

 

Andando avanti troviamo la sala “Internazionale”, lì ci sono tutti i trofei vinti dal Milan, s’inizia dalla Champions del 1963, utile per capire di che forma sono quelle interiste, fino all’ultima Coppa del Mondo del 2007. Ogni annata ha le coppe e sotto una bacheca con gagliardetti/maglie/biglietti riferiti a quelle competizioni, i monitor mostrano le vittorie europee e mondiali. Molti si fanno la foto di rito accanto alle coppe, o alle immagini, alcuni raccontano al vicino che loro le hanno viste tutte quelle coppe, e hanno visto giocare tutta la storia rossonera.

bruno4Uscendo fissando le coppe si arriva poi alla stanza “Palloni d’oro” dove ci sono tutti i palloni d’oro vinti dai giocatori del Milan, anzi a dir la verità ne manca uno, quello di Rivera che non ha “prestato” alla mostra. Sopra ognuno c’è la foto del calciatore e in mezzo non potevano che esserci i tre del grande Marco Van Basten, un grande schermo mostra tutte le prodezze di questi miti rossoneri. Alcuni si soffermano a guardare il video, altri sostengono che hanno già lasciato il posto per il pallone d’oro di Pato. Usciti da questa sala si entra nell’ultima parte quella dedicata a Maldini e Baresi, ci sono i loro riconoscimenti personali, le loro ultime maglie e le foto della loro carriera. Menzione speciale anche per il nuovo capitano Ambrosini con la maglia dei 110 anni indossata l’ultima giornata. L’ultimo angolo è dedicato a Berlusconi, con l’enorme trofeo Luigi Berlusconi e alcune foto della dirigenza. Molte anche qui starebbero bene a casa di Betis o Zio per giocare a freccette.

 

Visitare questa mostra ti fa capire cosa è il Milan, una grande famiglia piena di tifosi di tutte le età e sesso, che non tifano il Milan solo perché vince, ma perché è più di una squadra, è una fede che si tramanda tra generazioni differenti. Ti fa scoprire anche la storia rossonera che non hai potuto vivere per questioni anagrafiche, coppe mai viste vincere e campioni sentiti solo nominare, se si ha la possibilità da visitare assolutamente.

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 BUON ANNO A TUTTI I LETTORI DI SCREWDRIVERS!!

 

Bruno “Milanista90”