Non è che siamo diventati improvvisamente dei fenomeni. Abbiamo ancora una caterva di lacune, amnesie, equivoci intrinseci. Però possediamo piedi buoni, qualche fuoriclasse (Dinho, Nesta, Silva, Pato), un allenatore… sorprendente e un gruppetto di giocatori giovani, interessanti e motivati. Oh,  alcuni di questi giovani (purtroppo non più giovanissimi eccetto Abate) provenienti pure dal vivaio eh? Ne parlano in pochi di ‘sta cosa ma era una vita che non accadeva. Abate, Antonini, Borriello. E se non fosse stato per il piedone maldestro di Favalli, in porta, al posto di Dida ci sarebbe Abbiati. Avremmo quattro titolari – o potenziali tali – figli di un settore giovanile trattato di cacca per quasi un ventennio eppure capace di produrre comunque qualcosa di buono.

 Si paventava un anno disastroso e forse lo sarà, ma le possibilità che  questo accada vanno scemando man mano che trascorre il tempo. Male che vada conquisteremo i preliminari di Champions  dell’anno prossimo mentre gli ottavi in quello corrente sono già conquistati; per una squadra che secondo alcuni avrebbe dovuto lottare per la salvezza non è male. Abbiamo un buon punto di partenza (purché ci sia la volontà di partire ovviamente, ma questo si vedrà).

 Occorre tuttavia essere sinceri: questa Juve è un vero cesso. Ma lo era anche quella che batté l’Inter. Però questa Juve è proprio un vero cesso. Un  cesso di lusso costato un puttanaio di milioni ma senza ombra di dubbio cesso (scusate la ripetitività ma  il solo scriverlo mi procura orgasmi multipli). Una squadra senza né capo né coda armata da evidente buona volontà ma dall’efficacia quasi inesistente (un po’ come un novantenne che tenta di trombare). Non ho mai avuto un grammo di paura ieri sera. Mai. Soltanto un mezzo pericolo nel primo tempo m’ha fatto inarcare un sopracciglio e un “auguri” di un amico via SMS mi ha costretto ad afferrarmi i maroni. Poi più nulla. Tutto il resto è godimento smisurato: tifosi gobbi colpiti da piromania (‘sti dementi mi hanno negato la visione del terzo gol, col loro fumo maledetto), al più scarso e fanfarone allenatore della storia bianconera che s’accapiglia in TV con quello attuale (ancora per quanto attuale?).

 Ora c’è un Siena incazzato nero perché reduce dall’illusione sportiva del secolo, ci sono i cugini che  a parole ci snobbano ma sotto sotto così tranquilli non sono perché sanno che siamo degli eterni rompiscatole. Poi la Viola.

 Ma  non pensiamoci, per ora godiamocela, ne abbiamo tutte le ragioni.