La domanda sorge spontanea: è davvero possibile che una partita degli ottavi di Coppa Italia tra un Milan di seconde (e terze) linee ed il Novara, squadra capoclassifica nell’ex serie C1, possa fare storia? Beh, agli occhi di qualcuno, evidentemente, è così…
 
Immaginatevi una tifoseria ospite a san Siro occupante ben 5000 posti, tanto da risultare forse perfino più numerosa dei nostri supporters; immaginatevi una città interamente paralizzata con l’intera popolazione a seguire questo match; immaginatevi infine (se ci riuscite) quale possa essere stata la reazione al gol del momentaneo pareggio (oltretutto davvero notevole) della compagine piemontese…
 
Certo, alla fine il Novara ha perso, ma vogliamo mettere l’emozione di questa gente nel prendere posto nello stadio universalmente considerato come "la Scala del calcio"?
 
Momenti entusiasmanti di un calcio che, purtroppo, di entusiasmante sta avendo sempre meno, asservito in tutto e per tutto agli sponsor e sempre pronto ad inventarsi qualcosa pur di non venire incontro a noi poveri fanatici di questo sport (l’ultima trovata, in ordine di tempo, è il "calcio spezzatino", tanto per dire)…
 
Ho sempre amato le piccole realtà calcistiche capaci di affermarsi, quasi fossero un ipotetico san Giorgio pronto a scagliarsi contro il drago, veri e propri emblemi di un romanticismo ormai andato scemando ma di cui si sente sempre il bisogno…
 
Gioia, entusiasmo, calore, passione, genuinità: di fronte ad un qualcosa che trasuda semplicità ed autenticità da tutti i pori, a lamentarmi del fatto di non vincere una Champions League da più di due anni mi vergogno un po’…
 
Ben vengano, quindi, questi "momentanei ritorni alla realtà"

 
E poi diciamocela tutta: il fatto che proprio il Milan abbia contribuito a rendere questa giornata memorabile per i novaresi mi rende orgoglioso…