La presenza di Mario Balotelli in tribuna ad ammirare un Manchester impegnato a farci a pezzi in poco meno di venti minuti non è passata inosservata. Si sussurra che la cosa non sia andata a genio all’intellighenzia neroazzurra (o ad una parte di essa, non ho ben compreso), a qualche compagno di squadra (a questo credo assai meno, i giocatori moderni di ‘ste cose se ne fottono) e ad una parte di tifoseria (questo è vero, basta farsi un giretto nel web).

Domanda, che rivologo principalmente a me stesso: se ad esempio Pato o Thiago Silva andassero ad assistere al prossimo Inter-Chelsea, mi seccherebbe?

Risposta: certo, ne sarei sconvolto, grosso modo come quando Cecchi Paone rivelò la propria bisessualità.

Tuttavia c’è altro oltre ad una mera presenza in tribuna in occasione di una gara del Milan: Mario, secondo alcuni, dovrebbe evitare di sbandierare la fede milanista risalente all’infanzia. Il ragazzo ha una certa tendenza a farsi dei nemici un pò ovunque, un pò perché ha la testa dura come il granito e molto perchè, evidentemente, ritiene che spifferare tutto ciò che gli passa per la mente sia un pregio. E lo è, ma purtroppo nel mondo reale – ed in particolar modo nel mondo del calcio –  le cose spesso si rovesciano,  i pregi diventano difetti e viceversa. E’ quindi vero, Mario potrebbe evitare di sbandierare ma, come dicevo, ha la testa dura. Diciamo che si sente uno sborone e, giacché la personalità  non gli manca, non ha tutti i torti.

Apro una parentesi. Si dirà allora che pure Mourinho è uno sborone perché dice quello che pensa. Sbagliato, Mourinho dice soltanto quello che pensa possa tornargli utile. Mourinho è il paladino esclusivamente di sé stesso e di chi gli paga lo stipendio. C’è una certa differenza fra lui e il genuino Balotelli. Chiusa parentesi (se non parlo male di Mourinho almeno una volta alla settimana non mi sento realizzato).

Torniamo a Mario: secondo me dobbiamo piantarla tutti quanti di rompere le scatole a questo ragazzo. Tutti.  Dicevo poc’anzi che egli potrebbe evitare di ripetere continuamente che è milanista. Okay, nel calcio ci sta. E’ il resto che non ci sta affatto.

Non è necessario sezionare con tanto accanimento le mosse di un ventenne e riportarle come se fossero chissà quali notizie clamorose. Tanto più, come in questo caso, quando si tratta di mosse non solo innocenti, ma anche inerenti alla sua professione.

Siamo di fronte ad un calciatore che si reca allo stadio, in sostanza. Embé? Che notizia-bomba sarebbe mai questa? Direi che esiste la possibilità che un calciatore sia più interessato al calcio  rispetto a, che ne so?, al Curling o agli Scacchi. O no? Eppure la faccenda, come in occasione di Milan-Novara di Coppa Italia, è finita sui giornali e addirittura nei notiziari sportivi, per di più condita da insinuazioni varie. Una di esse è quella che tenta di far passare il ragazzo per uno stronzo ogni volta che emette un respiro, un’altra, la più trendy, è che il calciatore prima o poi, essendone tifoso, finirà al Milan. Fantascienza pura, ma che evidentemente stuzzica le perverse fantasie milaniste nonché  le abituali ire interiste. E che quindi fa vendere.

Mario avrà pure tanti difetti, e come tutti i ventenni di tanto in tanto fa qualche cazzata (che poi le cazzate le fanno pure i quarantenni a ben pensarci). Magari è pure giusto che un personaggio pubblico debba sopportare queste continue attenzioni, non so. Ma non è giusto trasformare in cazzate cose invece normalissime, tipo un calciatore che va a vedere la partita di Champions della squadra del cuore di quando era fanciullo.