Questo caspita di rigore non concesso alla Fiorentina è stato un erroraccio madornale dell’arbitro, errore in cui era incappato anche il fischietto di Bari domenica scorsa. Le situazioni sono invero differenti, il Bari era stato surclassato sul piano del gioco e l’ingenuità di Bonera – qualora avesse portato i frutti che avrebbe dovuto da regolamento – sarebbe stata un’enorme ed immeritata botta di culo, mentre la Fiorentina, avendo invece dominato in lungo e in largo per tutta la gara, ha ben più di una ragione per recriminare e protestare. A caldo però. Dopo no.

No, perché i Della Valle non sono nuovi ad affiorare in conferenza stampa per lamentarsi con quell’espressione da vittima innocente che neanche Robert De Niro. In questo sono bravissimi. D’altronde Diego proviene dal CDA interista,  la scuola è quella. Nella stagione che ci costò il quarto posto in loro favore e ci condannò ad un anno di quella schifezza di torneo che è l’ex Coppa UEFA, rammento perfettamente una serie sconcertante di "aiutini" arbitrali a loro vantaggio. Ovviamente Fester lo fece notare, ma assai blandamente, almeno in pubblico, mentre dei Della Valle non si vide neanche l’ombra di una scarpa.  Evidentemente allora andava bene così. Personalmente mi comportai come d’abitudine, presi atto e non ci feci caso perché, com’è noto, secondo me gli errori arbitrali, quand’anche andassero nella stessa direzione per un certo periodo, sono appunto semplicemente errori. Almeno dopo Calciopoli. Del resto, non era stata fatta piena pulizia?

La differenza sta tutta nello strillo. Lo strillo, il piagnisteo sistematico genera interesse. L’interesse sposta l’errore arbitrale dalle due o tre righe al carattere cubitale in prima pagina.

Il Milan raramente strilla; anzi, i suoi dipendenti, i Leonardo e gli Abbiati – è accaduto anche nelle interviste post-Fiorentina – talvolta ammettono pubblicamente il favore ricevuto.  I tifosi cacciaviti  stessi, per indole, sono mediamente un pò meno interessati rispetto ad altri alle vicende arbitrali. Encomiabile, certo, ma non è una buona strategia. All’epoca degli aiutini che ci costarono la qualificazione Champions  a vantaggio della Viola, nessuno di noi strillò, per cui, non essendo allora accaduto nulla, ora i Della Valle possono tranquillamente dedicarsi al piagnisteo senza che gli venga rinfacciato alcunché.

Mourinho, il quale in queste cose è maestro, raramente ammette un favore ricevuto (l’altra sera l’ha fatto ma neanche una faccia tosta come la sua poteva negare un’evidenza del genere). Meno se ne parla meglio è. Prima si cambia discorso più sono le possibilità che la vicenda resti nelle due o tre righine e non traslochi ai cubitali di prima pagina. In questo modo tutto cade nel dimenticatoio e tu potrai lamentarti alla prima occasione senza che nessuno possa dirti "si ma ti ricordi quando anche voi…?" 

Ci attendono i consueti tre mesi di fine stagione: stucchevoli polemiche, fastidiose accuse di complotti e furti e, ovviamente, i principali indiziati saremo noi, la squadra del famigerato Berlusca. Noi che, dopo tutto questo polverone, difficilmente riceveremo altri rigori, autentici o fasulli che siano; noi coi nostri soliti zeru tituli; noi,  eterni ladri che, dopo il colpo, come ogni anno, probabilmente finiremo col guardarci intorno l’un l’altro sbottando: "Dove cazzo è finito il bottino? L’avevo appoggiato qui…".