I soliti "si vocifera che…, si sussurra che…, gira la voce che". E' tutto molto prematuro, ma a ben pensarci non è poi così fantascientifica la cosa. Ad ogni modo, la chiacchiera c'è.

Mi spiego.

Mettiamo che Dunga, ai prossimi mondiali ottenga – come potrebbe accadere – risultati ributtanti; che so, ad esempio eliminazione negli ottavi (ma per i cariocas anche ai quarti sarebbe un mezzo disastro) o un più improbabile calcio nel deretano già nella fase a gironi. Oppure mettiamo che semplicemente Dunga si stufi per motivi suoi e faccia le valigie da campeao do mundo. E mettiamo che il Milan continui in questo modo, ossia con un gioco a tratti brillante ma, soprattutto, raggiunga ciò che nessuno – a parte qualche ottimista cronico  –  ad inizio stagione s'attendeva, cioè un brillante secondo posto a ridosso dei marziani sbarcati dal pianeta "Piangina".

Mettiamo queste cose e teniamo presente che in Brasile, calcisticamente discorrendo, saranno magari a volte tatticamente un tantino spavaldi (e comunque producono talmente tanto talento che ne hanno ben donde), ma di certo non sono nati dal buco del culo. Quest'ultima è una finezza delle mie parti e, siccome non sono certo che sia in uso anche altrove, mi spiego meglio: intendo dire, in poche parole, che in Brasile ci osservano e capiscono di calcio. Le teste pensanti della federazione brasiliana sanno perfettamente che il Milan ha talento in parecchi singoli ma che, tuttavia, è pur sempre una squadra concepita coi piedi. E se, come sembra, questa rosa fatta così così otterrà gli ottimi risultati che s'intravedono all'orizzonte beh, a quel punto non credo occorrerà essere aquile per individuare l'artefice di tutto.  Tanto più  che detto artefice è brasiliano come le teste pensanti di quella federazione.

Intendiamoci: la qualificazione in Champions l'avevo prevista pure io ad inizio anno. Da terzi classificati ma l'avevo prevista. Insomma, non è stato compiuto alcun miracolo. Però, laddove le rose siano costruite così come capita, e vengano affidate ad un allenatore  (magari inesperto) con la mission in codice "arrangiati", potrebbe accadere di tutto. Affondare, in casi del genere, è un attimo. Come quando sotto la doccia ti chini a raccogliere il sapone: è un attimo.

Leo ha commesso errori, alcuni li sta commettendo tuttora, ma è rimasto a galla, e probabilmente vi rimarrà. Ha tenuto a bada i mugugni delle primedonne, ha reagito con garbata veemenza alle stronzate presidenziali, ha fatto del suo meglio per colmare in maniera efficace le lacune della rosa che gli è stata appioppata. Nel complesso ha lavorato molto bene. E in Brasile, ribadisco, se ne sono accorti.

In conclusione: è tanto assurdo prevedere che Leo concluderà già da giugno la sua avventura da noi per cominciarne un'altra sulla panchina della nazionale più titolata del mondo?

P.S: vi domanderete che cosa c'entra la tifosa nell'ultima immagine: niente,  a parte il fatto che è senz'altro brasiliana e si lascia guardare.