Forse non tutti sanno cosa sia il London Eye, da oggi (per 2 mesi) sara' la mia nuova rubrica, sicuramente e' e sempre sara' un'attrazione londinese. Per chi non la conoscesse, navighi online e ne veda qualche immagine.

Il mio occhio su Londra e da Londra ieri sera e' passato dalle parti di Stamford Bridge. Volevo vedere lo stadio prima di una grande partita. Volevo vedere l'atmosfera British prima di un importante incontro.

E' stata una bella esperienza. Tifosi mischiati. Personaggi noti e meno noti in mezzo alla folla. Pullman delle squadre che passano in mezzo ai tifosi. Londinesi ordinati e tutti di blu vestiti. Nerazzurri caciaroni, agitati, ma tipicamente e positivamente italiani.

Ho scambiato un po' di parole con ragazzi interisti, cordiali anche quando spiegavo loro che ero milanista e che ero li' per gustarmi un po' di aria europea. Nessuno mi ha maltrattato, qualche simpatico sfotto' e qualche toccatina ai miei auguri.

Non sono mai andato in trasferta, ma ho sempre ammirato i tifosi al seguito della squadra. Non comprendo le ragioni per cui si possano spendere certe cifre, ma apprezzo l'attaccamento e la passione. Ieri c'erano tantissimi italiani senza biglietto, che sono arrivati a spendere sino a 200 sterline per averne uno da qualche pseudo-bagarino fuori dallo stadio.

Per certi versi sono felice che il loro investimento sia stato premiato e gratificato da una vittoria. Se lo meritavano, non fosse altro per la fede che dimostrano nella loro squadra.

La partita (che ho poi visto per i fatti miei) e' stata scialba. L'Inter ha ben giocato, o meglio, ha ben contenuto, ma ha pugilisticamente stravinto.

Il Chelsea e' una squadra diversa, e' divenuta una squadra ancelottiana. Una squadra fisica e fatta d'improvvise accelerazioni, trasformata in una squadra di possesso e masturbazione. Veste un vestito non suo. Il Milan di Ancelotti, pur nei suoi difetti, giocava questo calcio perche' aveva gli uomini per farlo. Il Chelsea non li ha. Ballack non e' Seedorf. Lampard non e' Pirlo. Anelka non e' Kaka'. Forse i paragoni non sono perfetti, ma l'obiettivo e' trasmettere un'idea.

Ancelotti persevera in un errore: piegare gli uomini alle sue idee. E' un grande, ma dimostra poca flessibilita'.

L'Inter ha meritato, ma non esulto ipocritamente per una sua vittoria e non avrei goduto per una sconfitta.

Cosa cambia in ottica campionato? Non saprei. Sicuramente questo successo li aiutera' a Palermo, dove giocheranno con entusiasmo. Sicuramente il passaggio del turno li distrarra' piu' avanti, perche' (diciamoci la verita') questa volta possono vincere veramente. Un'occasione cosi' difficilmente ripassa. L'Inter potrebbe essere il nuovo Porto, fatte le debite proporizioni tra i valori assoluti delle squadre.

Noi abbiamo il Napoli, che come al solito piange e si dimena sin dal lunedi'. Trovo insopportabili questi atteggiamenti. Si giochi a calcio e basta. Alla resa dei conti i fazzoletti li usano tutti, non solo il povero Spalletti, come qualcuno era uso a sostenere e che ora fa del pianto preventivo un'arma e un baluardo di onesta' e integrita'.