Durante la settimana appena trascorsa abbiamo visto all'opera Marchetti ed Astori come nostri avversari, e Krasic come avversario dei cugini. Questi giocatori sono da mesi sulla bocca degli operatori di cacchiomercato cacciaviti, quei professoroni svolazzanti in pianta stabile in rete, coloro a cui è sufficiente un'occhiatina di trenta-secondi-trenta su You Tube per bollare un giocatore come campione o pippa clamorosa..


Ai nomi sopra elencati, in genere,  ogni operatore di cacchiomercato che si rispetti è solito aggiungere l'evergeen Dzeko il quale, costando in realtà una valanga di quattrini (Essebì ci mostrerà in quale punto del braccio agganciava l'ombrello suo nonno anzichè sborsarne anche solo un terzo di tasca propria) approderà da noi soltanto una volta che avremo ammortizzato il costo per la costruzione dello stadio di proprietà, oppure lo farà immediatamente dopo la rivoluzionaria istituzione del fair-play finanziario (mi fanno talmente ridere 'ste due cazzate che ne farò un tormentone estivo, per cui rassegnatevi e  sopportate pazientemente).

Ma a parte il sedicente Cacciavite Dzeko che "vuole soltanto il Milan ecc. ecc.", torniamo ai tre "colpi" dei nostri baldi cacchioperatori. Di quei tre supposti "campioni da Milan" abbiamo visto qualcosa di più di uno striminzito video di You Tube. Abbiamo visto addirittura un'intera partita. A me personalmente hanno fatto veramente schifo, e al momento non è sufficiente la giovane età – al solito da me invocata disperatamente per ristrutturare la nostra rosa di vegliardi  – a farmeli piacere. 

Ma dico io, è così difficile concentrarsi fino al termine del campionato su questa, di rosa? Ci troviamo caparbiamente a pochissimi punti da due squadre forti, due squadre vere. Personalmente trovo commovente questo gruppo di giocatori, compresi quelli che mi fanno incazzare.


Ad ogni modo voglio essere completamente onesto. Una piccola confessione è doverosa: in gioventù mi sono dedicato talvolta al cacchiomercato anche io: più che altro facevo il cacchiosservatore  sciroppandomi ogni partita consentissero i palinsesti sportivi dell'epoca e sparando sentenze qua e là, un pò a cazzo di cane.

Rammento quasi con tenerezza il giorno in cui, vedendo all'opera Maradona per la prima volta, ebbi ad esclamare (in presenza di testimoni, tra l'altro): "Tutto qui 'sto tanto pubblicizzato fenomeno?"

Per non parlare del periodo in cui mi bullavo con gli amici di aver notato un giovane fenomeno uruguagio di nome Perdomo, successivamente giudicato da Vujiadin Boskov (uno che ne sapeva a pacchi) più scarso addirittura del suo cane (la flebile speranza che Vuijadin nutrisse eccessiva stima nelle doti pedatorie del proprio animale durò un battito di ciglia).

Vi sarebbero altri esempi, ma meglio lasciar perdere, la (modesta) credibilità accumulata in questi anni di vita in rete subirebbe contraccolpi dalle conseguenze inimmaginabili.

Buona Pasqua a tutti. Compresi i cacchioperatori, in fondo sono un ex-collega ora in pensione.