Cari tifosi rossoneri, mi riferisco in particolare a voi, quei 7000 che in queste ore avete aderito ad un sedicente gruppo di Facebook chiamato: "Berlusconi via dal Milan! Manifestazione in via Turati!": chi vi scrive non si permette nè di giudicarvi, nè di etichettarvi come irriconoscenti ed ingrati… Vorrebbe semplicemente capire cosa spinge una parte (non la totalità, come qualcuno, con sospetto interesse, vorrebbe far credere) di tifo a prendere una posizione teorica così dura nei confronti del loro Presidente. I risultati? Penso, spero, mi auguro, di no: se per due anni senza vittorie si arriva a questo, chissà cosa dovesse accadere nella malaugurata ipotesi che il Milan finisca come Inter o Juventus, con quattro Coppe dei Campioni in bacheca in oltre 2 secoli di storia complessiva, ovvero meno di quanto questa società abbia portato a casa in un quarto di secolo. "Non si vive di soli ricordi" dirà qualcuno: vero, ma mi sembra un luogo comune che potrebbe fare il paio con quel "non possono vincere sempre gli stessi" che dall'altra parte potrebbe risuonare. "Berlusconi via dal Milan" è un'affermazione impegnativa, a mio parere fin troppo per essere buttata su un social network con una semplice promessa di manifestazione, da svolgersi teoricamente tra 50 giorni: è una contromisura affrettata, a mio parere anche fantasiosa, per un problema innegabile, la perdita di competitività del Milan. Se è vero che questa squadra ha bisogno di rinforzi sul campo e forse di maggior ordine societario, perchè non fermarsi semplicemente a chiedere questo? "Berlusconi via dal Milan" è un processo già fatto, con giustizia sommaria e pena inapplicabile: prima forse bisognerebbe capire chi sarebbe pronto a succedergli. Nomi reali, concreti, realizzabili: astenersi presunti arabi o magnati esteri, che nel calcio italiano se ne sono sempre guardati bene dall'investire, e che in quello inglese pian piano stanno battendo la ritirata. Una volta trovato l'acquirente, vi prego: fategli firmare un impegno preciso, quello di vincere 5 Coppe dei Campioni in 24 anni, magari con qualche Scudetto e Coppa Intercontinentale di spicciolo. Fategli giurare di farvi sognare con gli equivalenti futuri di Van Basten, Gullit, Papin, Baggio, Weah Shevchenko, Kakà, Ronaldinho: sto nominando solo i Palloni d'Oro. Fategli promettere di non scappare via alle prime difficoltà calcistiche e non: magari anche di seguire il Milan con interesse quotidiano e costante per il primo decennio di proprietà. Come dite? Ancora dovete trovarlo ed è già scappato via? Immaginavo. In fondo basterebbe rileggere la storia del Milan per capirlo: una società reduce dal Calcioscommesse, doppia retrocessione, sull'orlo del fallimento grazie a gestioni "discutibili", diventa Campione d'Europa nel giro di pochi mesi, da Cenerentola a Principessa del gran ballo delle debuttanti in tempi inattuabili anche per la Fata Turchina. Ci ha pensato Silvio Berlusconi, lo stesso contro cui percepisco livore oggi, in quel gruppo: a proposito, se i riferimenti alla politica fossero cancellati, forse tutto ne acquisterebbe di credibilità. Ieri Fininvest, l'azionista di maggioranza, ha parlato di "aggiungere nuovi, prestigiosi, traguardi a quelli che hanno fatto del Milan la squadra più titolata al mondo": sono solo parole, ok, ma da parte di chi ha già dimostrato su un ciclo lungo di saper fare i fatti meglio di chiunque altro. Che forse valga la pena di crederci? E' una domanda che un tifoso del Milan razionale dovrebbe porsi: la risposta può essere di qualsiasi sfumatura, a patto che sia figlia di una riflessione argomentata, non di slogan o strumentazioni. A voi, che scrivete "Via Berlusconi dal Milan", io rispondo: "Berlusconi, torna al Milan". Il vero grande acquisto che potrebbe cambiare le sorti di questa squadra, è proprio il Presidente: il Suo Presidente, non uno qualsiasi. Mi fa piacere che la Curva Sud sia tornata sui suoi passi dopo la clamorosa autorete di Milan-Roma dello scorso anno: ora serve un segnale elegante, nella direzione di quell' "Avanti Silvio", per far capire a chi dovere che questo Milan è orfano della sua fortuna e che è tempo di tornare agli antichi fasti. In fondo è questo che dovrebbe interessare a tutti i tifosi: unirsi sotto i colori rossoneri per il bene del Milan, non sgretolarsi in frange scissioniste che lanciano colate di veleno verso chi, volente o nolente, ha permesso al Mondo di dare un significato univoco di vittoria e gloria alla parola "Milan".

Sperando di non essere frainteso, vi saluto caramente
Francesco Letizia (Milannews)

La controffensiva giappocacciavite è cominciata. Io non ho commenti eccetto tre:

1) Sono  addolorato che questo tizio abbia il cognome identico al nome della mia adorata morosa (adorata l'ho messo perché quella ogni tanto sbircia)

2) REMUNTADA!!!

3) Mi scuso con Camisa per l'accavallamento ma questo articolo era troppo godereccio per non pubblicarlo.