La grande Ajax stava già mostrando quelle cose da qualche anno, la Nazionale olandese era meno collaudata ma il sospetto che fosse anch'essa parimenti grande esisteva e, come sospetto, era assai forte. Questo  grazie ad esibizioni precedenti ed ai lancieri presenti nell'undici titolare, i vari Suurbier, Krol, Neeskens, Haan, Rep, Keizer e il mostruoso Cruijff. Alla collaudata ossatura di quella straordinaria Ajax, il bravissimo cittì Rinus Michels aggiunse  grandi giocatori appartenenti ad altre squadre, come Rensembrink ed i gemelli Van De Kerkhof, dando così vita ad una macchina quasi perfetta.

Quella Nazionale orange si presentò ai Mondiali tedeschi del 1974 con un due a zero sull'Uruguay nella prima partita del proprio girone, doppietta di Johnny Rep. Un risultato netto, a livello numerico e di gioco. Un gioco a detta di tutti rivoluzionario.

Di certo, che vi fosse una rivoluzione calcistica in atto, non potevo dirlo io che,  a soli dieci anni, me ne stavo lì con l'espressione stupita ad osservare questi cappelloni in maglia arancione (grigia, vabbé, con la TV in bianco e nero occorreva essere informati e poi dar sfogo alla fantasia) che correvano come forsennati in ogni parte del campo. No, io ero troppo piccolo per poter giudicare, ma chi era più grandicello di me e di calcio ne aveva mangiato a montagne mi assicurò che sì, quella roba non s'era mai vista in un rettangolo verde.

Si vedevano terzini e difensori centrali che attaccavano, per loro la palla non era un oggetto misterioso,  e centrocampisti  ed attaccanti  che tornavano a difendere e si facevano un mazzo tanto, senza assumere quella espressione da fighetta di qualche primadonna dei giorni nostri qualora sia costretto a percorrere un metro di troppo. Sgobbavano tutti per la causa quei giocatori, nonostante alcuni di essi fossero dotati di classe inarrivabile (Crujiff) o "soltanto" cristallina (Rensembrink). E non si creda che corressero a cazzo di cane, badate bene, ciascuno sapeva esattamente cosa doveva fare, e cosa avrebbe fatto il compagno di squadra.

Wesley Sneijder e Arjen Robben, giocatori che non hanno nulla da invidiare ad alcuni  di quei leggendari loro predecessori sopra menzionati,  nacquero un decennio dopo quell'Olanda-Uruguay, e saranno protagonisti di questa Olanda-Uruguay. Le due Olande non sono paragonabili, questa di rivoluzionario ha ben poco,  questa pensa prima a chiudersi poi ad attaccare ( non è una critica, è una constatazione). Ma da quell'Olanda-Uruguay nacque la leggenda del calcio olandese, tramite questa Olanda-Uruguay i due gioielli orange hanno l'occasione di guadagnare la terza finale mondiale della storia calcistica olandese e di riparare ad un'ingiustizia patita da questa scuola.  Che è straordinaria, ma (ingiustamente) non è mai stata campione del mondo.

Io ovviamente tifo Uruguay, spero sia ben chiaro.