In mancanza di un calcio degno di questo nome (lasciamo perdere il trofeo TIM, che è meglio) perché non fare un bilancio sugli europei di nuoto appena conclusisi?
 
Se l'Italia ha potuto sfoggiare una regina, questa è stata la bolzanina Tania Cagnotto, vincitrice di ben due medaglie d'oro (unica atleta italiana di questa spedizione a vincere in due competizioni): deludente nella prova singola di ieri, oggi, nella prova a due, si è riscattata alla grande, rendendo un po' meno amaro il forfait della Pellegrini nei 400 stile libero, a causa di un lieve attacco di febbre che sembra aver mietuto altre vittime, anche se in misura minore, nella nostra comitiva…
 
Parlando della Federica nazionale – altrimenti nota come la più grande atleta italiana di tutti i tempi (cit.) – i complimenti vanno sia per la sua performance negli 800 stile libero (bronzo al suo primo tentativo in questa specialità in una competizione internazionale) sia per l'oro nei 200; è destino che, in una maniera o nell'altra, qualcosa le debba andare storto, ma la ragazza c'è, pronta a lanciarsi senza timore verso i mondiali del prossimo anno e verso Londra 2012
 
Se però vogliamo parlare di una grossa ed inaspettata sorpresa, come non lodare l'oro del romagnolo Scozzoli nei 50 rana? Certamente inaspettato quanto gradito, con la speranza che il ragazzo sappia ripetersi negli anni a venire…
 
In vasca, tuttavia, tranne un altro bronzo sempre nel nuoto maschile, le soddisfazioni finiscono qui: deludenti le staffette, sotto tono sia Magnini sia i soliti incompiuti Marin e Colbertaldo (questi ultimi due medaglie di legno)…
 
Tenuto conto di assenze non proprio indifferenti (Rosolino, la Filippi, Boggiatto), l'idea è che le basi siano comunque buone per sviluppi capaci di far ben sperare; la cosa migliore è concepire questo campionato svoltosi a Budapest come un momento di transizione, nulla più…
 
Un elogio, infine, ai fondisti, in grado di fruttare buona parte del bottino di medaglie azzurre, che, nel medagliere, ci piazza quarti, dietro Russia, Germania e Francia; sui transalpini, irresistibile Bousquet, autore di performances da puro infarto (uno dei pochi a polverizzare record senza l'ausilio dei vecchi costumi), nonché punta di diamante di una nazionale veramente fortissima in ambito maschile
 
In sostanza, una buona prova da parte dei nostri, con meno medaglie rispetto a quelle degli scorsi europei ma con la conferma di essere, almeno in Europa, una potenza di prim'ordine