Sono ancora un pò rincoglionito per il traumatico impatto con la vita di tutti i giorni. E mi sono sorpreso anche un pò irritabile, devo dire. Alla fine avevo ragione io: meglio evitare di trascorrere le ferie lontano da casa, soprattutto in luoghi dove a Madre natura le ciambelle sono riuscite col buco. La settimana successiva è un vero inferno, stai male tu e stai antipatico a coloro che ti circondano. Quindi mi perdonerete se vi procurerò un pò d'orchite ritornando sulle mie vacanze.

Cito soltanto un episodio, ve la cavate con poco in fin dei conti. L'episodio è quello del traghettatore di Porto Venere e del piccolo turista.

Allora: il piccolo Marco non vede l'ora di salire sulla barca che dovrebbe portarlo da Porto Venere alla vicinissima Isola di Palmaria. Avrà sì e no sei o sette anni  il piccolo Marco, indossa con orgoglio un cappellino dell'Inter, ad occhio e croce originale. Noi  che stiamo facendo la fila per il traghetto il nome di battesimo del giovane piangina lo conosciamo bene, quella scassacazzi della madre lo pronuncia di continuo.

"Marco stai attento" "Marco stai fermo" "Marco stai buono". Due palle.

Un nome carpito anche dal traghettatore che serissimo fa: "Oh Marco, tu con quel cappellino lì nella mia barca non ci sali."

Idolo.