Con oggi rientro ufficialmente nel mondo Milan e, soprattutto, nel mondo di Screwdrivers. So per certo di non esservi per nulla mancato, ma per quanto mi riguarda voi un po’ mi siete mancati (n.d.r. lacrimuccia!).

Da mercoledì prossimo partirà la mia consueta rubrica settimanale, ancora priva di un nome ufficiale. Ho qualche idea in testa, ma non ho certezze.

Nel corso della mia assenza ho avuto comunque modo di seguire il blog e di seguirvi e non mi sono sfuggiti molti momenti esilaranti e qualche “scontro” sopra le righe.

Dopo i Mondiali, dopo lo sdoganamento della Corea del Nord e dopo l’ostracismo nei riguardi di DNA (al quale vanno le mie più sentite condoglianze: perdere in pochi mesi il miglior allenatore della storia del Milan dopo Sacchi e Capello e probabilmente il più forte centravanti dopo Van Basten e Shevchenko deve essere un dolore incommensurabile), si sta finalmente per concludere la lunga e solita epopea del calciomercato.

Avevo lasciato il Milan a metà luglio in condizioni assai deprimenti e lo ritrovo più baldanzoso di quanto mi immaginassi.

Per essendo divenuti per certi versi la succursale della Giochi Preziosi – brillante definizione di Alberto Costa sul Corriere della Sera – la squadra è oggettivamente migliorata e sembra persino avere un barlume di logica.

Devo dare atto a Galliani di aver fatto fino ad oggi le nozze con i fichi secchi e di essere stato quasi brillante.

Yepes è un modesto, ma onesto rincalzo; Amelia non ha mai sfigurato ed è ovviamente meglio di Dida; Papastathopoulos è sorprendente; Boateng potrebbe essere un innesto vero e importante; i giovani lanciati da Allegri mi sembrano di discreto livello, tolto il fumoso Oduamadi; Allegri mi sembra un allenatore vero e speriamo che si confermi tale.

Le prospettive non sono così negative, ho stranamente fiducia, con o senza Ibrahimovic. Con sarebbe meglio e francamente trovo ridicoli i distinguo da arrampicata sui vetri di molti tifosi rossoneri.