Questa è la lista di acquisti-prestiti del Milan a tre giorni dalla chiusura del mercato: non mi sembra questo gran mercato sinceramente, eppure ho letto anche commenti molto entusiastici o giù di lì. Mi va bene non partire sconfitti e non essere disfattisti, meno bene mistificare la realtà alla maniera di quel “cari giornalisti dovete sempre scrivere cose positive sulla squadra di cui vi occupate” di berlusconiana recente memoria.

C’è il solito gruppo di giovani semi-sconosciuti che il prossimo anno verranno utilizzati per fare comproprietà finalizzate ad incassare per poi poter mettere a segno colpetti di medio livello stile Sokratis; in alternativa, ben che vada, tali primaverotti saranno i futuri Oduamadi. Se va benissimo forse uno sarà da Milan in futuro e verrà ceduto a Parma o Genoa per finanziare, in parte, i colpi mediatici. E mi fa un po’ ridere che un certo Carmona Perez Adria venga pompato come lo fu l’anno scorso Zigoni, sembra che ogni giovane che prendiamo sia un futuro fenomeno nel rispettivo ruolo quando le operazioni che facciamo noi le fanno tutte le squadre, solo che per gli altri viene meno strombazzato il tutto. C’è qualche nerazzurro (che fu) più o meno promettente pagato a peso d’oro per risarcire i cuginastri del mancato riscatto di Mancini. Onesti rincalzi alla Amelia e Yepes su cui comunque non sputo sopra. Un centrocampista preso in comproprietà col Genoa reduce da una retrocessione col Portsmouth che a me pare più un Dalmat che un Seedorf 2002 in grado di cambiarci la mediana, e poi diffido sempre di questa gente che spunta al Mondiale dopo un gol pregevole. Spero di sbagliarmi.

Insomma, fin qui nulla di che, roba da sufficienza o poco più, soprattutto se si considerano i rinnovi-spalmatura ai soliti ex-giocatori e l’incapacità al capitolo cessioni con gente come Kaladze e Jankulovski ancora presente in rosa e tra l’altro ignobilmente colpevolizzata per aver firmato un contratto regolarmente proposto dalla società Milan. Una squadra da Europa League che al massimo potrebbe arrivare al quarto posto sperando che a Nesta e Pato non venga nemmeno il raffreddore.

Ma c’è l’affaire Ibrahimovic che forse giungerà a conclusione proprio oggi. Però c’è anche quel centrocampo probabile che schiereremo domani e che recita sinistramente “Ambrosini-Pirlo-Seedorf”. Potrà mai un trio del genere reggere un tridente di primedonne? Sarebbe davvero una squadra costruita avendo a cuore un progetto sportivo chiaro e preciso oppure risponderebbe, come sempre, a logiche diverse? E non rispondetemi, in maniera del tutto provinciale, che godete alla sola idea di una rete di Ibra nel derby.

A prescindere da queste logiche che ci tengono in ostaggio e cui ormai abbiamo fatto l'abitudine c’è che Ibrahimovic migliora sicuramente la squadra, specialmente in Serie A, ma l’attaccante-campione era, fra le tante necessità che aveva la rosa, non certo quella primaria. Terzini propulsivi non ne vedo, centrocampisti nuovi di livello assoluto nemmeno e la seconda punta che dia il cambio a Pato non c’è. Allora siccome i soldi ci sono perché quando hai uno come Berlusconi i soldi li hai sempre, ma non sempre c’è invece l’interesse a spenderli (e così spuntano le storielle tipo il fair play finanziario o la diversa fiscalità), li investirei diversamente dal cercare solo il colpo mediatico.

Tra il niente e lo svedese comunque meglio certamente quest’ultimo e gioirei del suo acquisto per l’immediato ma che prezzo avrà in futuro quest’operazione da trenta (o di più?) milioni di cartellino e otto milioni netti d’ingaggio per quattro anni? Che sia acquisto definitivo quest'anno o obbligo di acquisto per il prossimo anno non cambia granché. Anzi, in questo secondo caso credo che non mi stupirei se verso dicembre-gennaio cominciasse una campagna mediatica anti-Pato o anti-Silva, qualcosa si può sempre trovare per attaccare chi si vuole presentare agli occhi dei tifosi come da vendersi.

Con Ibrahimovic per Huntelaar e basta non siamo comunque competitivi per vincere, possiamo lottare per il secondo-terzo posto con Roma e Juventus salvo che Benitez non decida di ripetere spesso mirabolanti imprese come quella della finale di Supercoppa europea. L'Inter è ancora davanti a tutti ma non più così davanti. Sembra, fin qui, stia commettendo lo stesso orrore che commettemmo noi nel 2007 e l'abominio di una cessione di Balotelli con rinnovo a Milito ne è l'emblema. Il bresciano è stato più decisivo, nelle recenti vittorie nerazzurre, di quanto si voglia far credere e anche ieri avrebbe certamente dato più di Coutinho una volta entrato. In Champions League invece ci giocheremo faticosamente l’accesso agli Ottavi con Auxerre e Ajax a meno che qualcuno dei miei colleghi rossoneri non voglia voltagabbanamente parlare di un Ibrahimovic in grado di farci fare il salto di qualità in Europa.