Non tanto il primo gol, ma il secondo. E' quello sui cui occorre riflettere. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti. Altri tempi, altra Juve, fortissima in ogni senso (poi s'è visto anche in quale senso); l'Inter – com'è giusto che sia – faceva le solite figure di merda in Italia ed oltreconfine; noi eravamo una bella squadra, giocavamo bene. Una splendida utopia di Carletto: un sacco di giocatori dai piedi felpati a centrocampo, Clarenzio, Rui, Pirlo,  col solo Gattuso a farsi un culo così in mezzo al campo ed un Ambro il quale – un pò per fragilità fisica e un pò perché Carletto la vedeva in quel modo – trovava poco spazio. Un'utopia che parve trasformarsi in realtà, in una "cosa" che funzionava e permetteva di competere con quella Juve che, a differenza del Milan, era assai più pragmatica, nonché concepita con estremo raziocinio  calcistico.

Dicevo che da quel gol di Thuram ne è passata di acqua sotto  ponti. Ma di gol così abbiamo continuato a beccarne anche nei momenti migliori, specie contro le piccole squadre, specie da giocatori assai meno dotati di Thuram. Anche se nel tempo sono cambiati allenatori,  attaccanti e difensori.

C'è soltanto il centrocampo  che è praticamente lo stesso, con svariati anni in più sul groppone. Guarda un pò…

Il gol preso sabato, un tiraccio in cui la dea bendata ha messo il proprio zampino, è diverso da quello del video, d'accordo, ma si tratta soltanto di un esempio. Per dire che è ormai evidente quanto la coppia Pirlo-Seedorf contemporaneamente in campo sia imbarazzante. Per loro, per noi, per l'allenatore, per la squadra intera. Occorre il coraggio di fare ciò che non è riuscito a Carletto (per riconoscenza) e a Leo (perché non era ancora un vero allenatore).  Ci riuscirà Acciuga?