Nonostante il ritardo con cui pubblico il post, nessuno è riuscito nell’impresa di rubarmi il mio spazio settimanale. Bravi, meritate tutta la mia approvazione per il vostro inappuntabile comportamento.
 
Anche questa settimana la mia rubrica coincide con un incontro del Milan, quindi mi prendo l’onore di spendere due parole sulla partita di stasera.
 
Lazio. E’ un avversario difficile, in crescita. Reja pare aver trovato la quadratura escludendo Zarate e inserendo Hernanes. Difesa e centrocampo sono composti da giocatori di livello più che discreto e fra questi vi è Mark Bresciano, che cito non tanto per la sua bravura quanto per la matematica certezza del fatto che a noi un gol lo farà, come sempre. Mi stupisce la velocità con cui Hernanes sia stato in grado di inserirsi nella Lazio e in generale nel calcio italiano. Mi aspettavo un giocatore più timido e incerto, nonostante le sue indubbie doti tecniche. Ha dimostrato, invece, personalità. Poteva essere utile alla causa Milan? Forse, ma è inutile porsi domande meramente retoriche e senza risposta.
 
Milan. La parola del giorno e del momento è equilibrio. Tutti associano la parola equilibrio alla parola tattico. Si parla di una squadra lenta, mal costruita, mal schierata, disarmonica e con molti limiti e scompensi. Insomma, una schifezza! Ogni osservazione è opinabile, ciò che è innegabile è che il Milan è una squadra in divenire. Può diventare grande, come rimanere un embrione informe incapace di vincere o arrivare ai traguardi prefissati dalla dirigenza e per cui, a loro dire, è stata costruita. Per quanto mi riguarda attualmente vedo i seguenti problemi: l’improponibilità della coppia Pirlo-Seedorf in campo ogni 3 giorni (e forse anche ogni 7); la contemporanea assenza di 2 attaccanti esterni e, quindi, il mancato coraggio di cambiare modulo riadattando la squadra; l’evidente spiccata offensività di Boateng, che è tutto fuorché un mediano; lo strano schieramento difensivo in occasione delle palle da fermo a nostro favore, che ci sottopone all’angoscia del contropiede avversario. Bisogna lavorare, aspettare, tifare e non dichiararsi subito “migliori allenatori della storia del Milan”, contestando il “ridicolo Allegri”.
 
Sacchi vs Ibrahimovic. Tutti hanno detto tanto. Condivido molto. La maleducazione di Ibrahimovic è innegabile, ma l’atteggiamento supponente che Sacchi riserva a molti ex-colleghi e calciatori è stucchevole. La reazione è stata spropositata, ma prima o poi qualcuno doveva dirglielo. I modi si possono discutere, non la sostanza. Solo Massimo Mauro riesce ad innervosirmi maggiormente del caro vecchio Arrigo.
 
Buon Lazio – Milan a tutti!