C'è da dire che nella prima frazione di gara si vede un Gattuso d'altri tempi, quello che sradicava il pallone dai piedi avversari e lo consegnava  a Pirlo per far ripartire la squadra. Peccato però che Pirlo non sia quello d'altri tempi e questi palloni recuperati  li scialacqui regolarmente sparandoli a casaccio oppure direttamente nei maroni dei giocatori avversari, che Robinho sia un oggetto misterioso –  ancorché volenteroso -, che Dinho non salti nessun rossoblù neppure per sbaglio, che Ibra faccia cagare esordendo addirittura con un liscio clamoroso in occasione di uno scambio elementare, che il bravissimo Abbiati sia stato enormemente più impegnato rispetto al collega ospite.

Bene anche Prince ed i due centraloni difensivi, ma non è una novità.
 
Secondo tempo che s'infiamma immediatamente con una doccia fredda (oh, ma che genio sono?: "s'infiamma con una doccia fredda…") per il Genoa  che va immeritatamente sotto: Pirlo indovina il primo lancio della partita, poi ci pensa il piedone 47 di Ibra a completare l'opera.

Uno a zero, alla faccia del bel giuoco.

Partita che ovviamente cambia, Ibra cessa di far cagare (bello "cessa di far cagare", oggi sono in stato di grazia) e tutta la squadra ne giova, financo Pirlo comincia ad indovinare qualche lancio e, udite udite, A VINCERE QUALCHE CONTRASTO!!! (perdonate la veemenza).

Entra Clarenzio, esce un inutile Dinho. Esce Gattuso, entra Flamini, il quale si esibisce in ciò che è la sua specialità, ossia corsa e contrasti, ma anche in un egoistico tiro da fuori con Ibra smarcatissimo in posizione favorevolissima, e in un tiro sparato alto dopo una bella azione fra Ibra e Binho. Da segnalare che quest'ultimo, nella seconda parte di gara, è  tutt'altro che un oggetto  misterioso.

Buon Genoa che meritava di più. Milan che non ha risolto ancora nulla ma sta tentando di farlo. Insomma,  un Milan  che sta lavorando e deve continuare a farlo. In pace.  

Per cui: Hands off Acciuga.