Oddio, non vorrei dire l'ultima (nel 2010 non ne ho azzeccata una) ma credo proprio che la nostra qualificazione non passi da Madrid. La gara di stasera conta fino ad un certo punto perché la prima fase è ancora lunga, abbiamo quattro punti e ci sarebbe tutto il tempo per rimediare in caso di eventuale sconfitta, che a Madrid può capitare anche a compagini più preparate della nostra. Ciò non significa che non sarebbe male tornare a Milano  imbattuti, sarebbe importante soprattutto sotto l'aspetto psicologico. Mentre è ovvio che ripetere il risultato dello scorso anno, ovverossia sculacciarli nella loro mitica tana, sarebbe un'autentica libidine. Primo perché da sempre i merengues li trovo insopportabili a livello epidermico (anche se devo confessare che all'epoca in cui schieravano Casillas- Salgado- RobetuCarlu- Hierro- Helguera- Makelele- Cambiasso- Figo- Zizou- Raul-Morientes non mi perdevo una loro partita) (che Iddio mi perdoni), e secondo perché c'è lui.

Mou intendo.

Dio, quanto mi manca… (so che suona vagamente gay ma tranquilli, è tutta scena).

E quanto mi mancano i suoi giochetti psicologici, le sue sceneggiate del cazzo. Sì insomma, il gesto delle manette, i suoi "sì sì sì sìììì…" prolungati allo scopo di prendere per il culo un cronista a suo giudizio eccessivamente capzioso, le sue millemila espressioni facciali fra cui spicca quella da stronzo, quella che fa allupare le fans di ogni età, frutto certamente di enormi sacrifici di fronte allo specchio (l'ho provata anche io, la faccia da stronzo dico, ma la morosa dice che a me viene una  faccia da cazzo per niente allupante).

Non è che il repertorio di Mou si sia rinnovato granché a Madrid a dir la verità, mi aspettavo nuove cose, ma fa niente, anche Vasco canta da anni sempre lo stesso pezzo cambiando quelle due o tre parole che formano il testo, eppure riscuote sempre un successone.

Il sulfureo Mou ci ha provato anche stavolta, anche in occasione di questa partita importantissima ma non decisiva.

Ad esempio ad Allegri ha mandato a dire che fra loro due non può esserci confronto, ma in questo caso gli è andata male perché Acciuga non ha fatto una piega, anzi, gli ha dato ragione (anche perché in effetti ha ragione) (comunque bravo Acciuga, non dargli corda).

Ad Ibra, Pato, Dinho e Binho, Mourinho (sembra uno scioglilingua) ha invece sprezzantemente comunicato che del Milan non teme nessuno a parte  Inzaghi che probabilmente non sarà in campo.

Un grande. Un pò fiacco rispetto ai tempi d'oro italiani ma sempre un grande.