Onestà intellettuale impone di dire che fra il Milan e il Real Madrid esiste un abisso. Il risultato è oggettivamente contenuto rispetto alla differenza attuale tra le due squadre. 22 conclusioni verso la porta sono un numero mostruoso, paragonato alle nostre 7, di cui solo 2 nello specchio (Pirlo e Robinho). La superiorità atletica è stata imbarazzante. Il Milan è stato sovrastato in tutti i reparti e su tutti i centimetri quadrati del Santiago Bernabeu.
 
E’ una partita difficile da descrivere, tale è stata la disparità. Intraprendo, quindi, la strada dei voti, sottolineando nel commento agli stessi le lacune e deficienze del Milan in campo ieri sera e, aggiungerei, del Milan in generale.
 
Amelia, 8. Il migliore in campo. Incolpevole sui gol e bravo a contenere il passivo con un paio di interventi di ottimo livello. Non sarà un campione, ma non ha sofferto l’esordio su un palcoscenico importante, tenendo a galla e “in partita” una squadra sommersa dalla marea blanca.
 
Zambrotta, 5,5. Il meno peggio della difesa. In apnea su C.Ronaldo e Marcelo, se la cava comunque con dignità e mestiere (da ricordare però la pessima figura contro Marcelo nel primo tempo). Nel primo tempo trova anche spazio per spingere un po’, ma con esiti rivedibili.
 
Nesta, 4. Prestazione agghiacciante. Sballottato a destra e a sinistra. Trascinato per il campo da Higuain. Ieri sera è uscito il suo (e forse unico) peggior difetto: ha il vizio di accompagnare il proprio uomo in giro per il campo. Ieri Nesta era ovunque, ma quasi mai dove doveva essere.
 
Bonera, 4,5. Leggermente meglio di Nesta solo per il fatto che non corre qua e là in cerca di margherite. Avvilente la sua incapacità di piazzarsi in funzione dell’uomo e della palla in occasioni di ogni singolo cross proveniente dalle fasce laterali.
 
Antonini, 4,5. Copre male e spinge peggio. Ogni avversario dalla sua parte lo fa a fette. Di Maria sbuca ovunque, così come Higuain e Ozil quando si allargano. Un buon terzino da campionato italiano, rivedibile quando il gioco si fa duro.
 
Gattuso, 5,5. Non me la sento di punirlo più di tanto. Si sbatte, pressa. lotta e corre, ma contro il Real di ieri forse neppure il Gattuso di 4 anni fa poteva qualcosa se non adeguatamente supportato. Esce perché stanco, ma forse non era lui la persona che doveva uscire.
 
Pirlo, 5. In realtà gioca una partita discreta, districandosi discretamente contro il centrocampo dei madrileni. Il voto si abbassa perché non è accettabile che, in una partita come ieri, tutti corner e tutte le punizioni laterali siano da lui sprecate calciando mozzarelle vergognose. Ieri potevamo segnare solo su palla inattiva, lui per sicurezza uccideva le nostre chance sin dal principio.
 
Seedorf, S.V. La peggior partita di Seedorf dalla stagione 2002/2003. E’ un grande campione, ma deve essere messo in panchina con buona frequenza, soprattutto in partite molto atletiche e non esclusivamente tecniche. Colpevoli tutti, non solo Allegri. E con tutti intendo tutti, predecessori e dirigenti compresi.
 
Ronaldinho, 4. Non scende in campo. Prova qualcosa senza costrutto e col passare dei minuti si avvilisce. Possiede ancora la capacità di fare la differenza in Italia, in Europa invece non ha più la forza e la consapevolezza dei più grandi.
 
Pato, 2. Guardi C. Ronaldo e impari cosa significa trascinare una squadra. Non è in discussione, ma cresca alla svelta.
 
Ibrahimovic, 5. Prestazione incolore, ma non ha demeriti particolari. Prova a fare qualcosa, ma non ha appoggio, non ha continuità e non ha carattere. Naufraga con tutto il reparto offensivo, pur avendo meno colpe.
 
Allegri, 4. La squadra sbaglia l’approccio alla partita. Lui spera di metterla sulla tecnica e sul ritmo basso. Paga questo azzardo. La marea bianca lo travolge. Cambi giusti (Boateng 6, Robinho 6,5, Indaghi S.V.), ma tardivi nella misura in cui Boateng doveva giocare dall’inizio. Preciso che ad uscire doveva essere Seedorf e non Gattuso… Insomma, giusti al 66,6%. Impari da questa serata: Madrid non è un campetto di periferia. La mia fiducia rimane immutata. L'anno scorso l'Inter vinse la Champions venendo annichilita a Barcellona (2-0) nei gironi.