Della partita di ieri ho letto di tutto e di più, dalla cazzata da competizione all'analisi sensata ed equilibrata. Comunque, dal disastro del Meazza, poiché tale si può definire una sconfitta del genere contro la squadra B di una Juve in cui la squadra A è ancora in fase di sperimentazione,  abbiamo tratto alcune certezze. Ad esempio che il Papa non differisce da ciò che ho sempre pensato dei giocatori greci, ossia che trattasi di pippe calcistiche clamorose, nessuno escluso; che Antonini sarebbe un decente panchinaro e niente di più; che Boateng non è il salvatore della patria; che da almeno due anni canniamo regolarmente la prova del nove; che Seedorf adora osservare le partite dalla panca indossando un paio di comode ciabatte; che Pato fa cagare quasi ad ogni partita.

Insomma, è evidente che Pato è un fuoriclasse, che segna regolarmente o quasi. Concediamogli pure che è  il numero uno della sua giovanissima generazione va'. Ma è altrettanto evidente che in lui qualcosa non quadra, quest'anno. Sarà il matrimonio fallito e la figa che gli esce dalle orecchie, non so, le cause sono cavoli suoi. Però gli effetti, se in campo lui non rende come potrebbe,  diventano automaticamente cavoli nostri.
 
Il Papero trascorre le gare di quest'anno errando distrattamente per il campo, dando l'impressione di essere capitato lì per caso, spesso e volentieri andando a pestare  il piedone "46" di Ibra. Questo quando è senza palla.

Uno dice: okay, sai, i giovani sono così, il gioco senza palla è anche questione d'esperienza. In compenso, quando il Papero ha la palla nei piedi, sono cazzi per gli avversari…

Nossignore, quando Pato ha la palla nei piedi sono  cazzi per il Milan, il che è un'assurdità calcistica: testardi ed impossibili dribbling in mezzo alla tonnara avversaria, palla passata a nessuno neppure per sbaglio, neppure ad un Ibra meglio posizionato che si sbraccia a pochi metri di distanza bestemmiando a squarciagola in svedese. Quando il gioco è morbido come squacquerone il Papero fa la voce grossa, quando si fa duro sparisce che neanche il Mago Houdini.

Non è tutta colpa di Pato se la squadra zoppica, ma è un fatto che sia anche colpa sua e che, dato il suo valore indiscutibile, egli debba cominciare a prendersi responsabilità. E quindi colpe. Che cosa pretende, che responsabilità e colpe se le addossino Papa e Antonini che sono scarsi oppure buoni al massimo per la panca? Troppo comodo.

Dall'inizio della stagione tutti gli attaccanti hanno fatto il loro dovere, in proporzione ovviamente alla loro abilità, età, stato di salute. Tutti tranne uno, lui, Pato.

Che non è più un bambino: il tempo delle coccole è finito.