Nascondersi dietro un dito ritengo sia ormai ridicolo. Questo Milan è una squadra (finalmente!) competitiva. La stagione è lunga, pertanto i buoni risultati raggiunti finora poco contano. Ciò non toglie che questa squadra ha il dovere di provarci e di ambire a qualche traguardo finale. Nella corrente stagione non tollererei un ennesimo anonimato.
 
Ibrahimovic. Mi viene onestamente da ridere quando leggo di “ibra-dipendenza”. Una tale definizione, in ambito sportivo, non ha alcun significato. Ibrahimovic, Messi, Eto’o, C. Ronaldo, Rooney, Drogba, Milito e così via, sono calciatori volutamente acquistati per generare quel plus necessario per vincere partite e competizioni. Sono stati scelti apposta per quello e per quello vengono profumatamente retribuiti. Se compri Ibrahimovic, da lui ti aspetti esattamente ciò che stiamo ora vedendo. Non c’è dipendenza, non esiste dipendenza. Il Barca senza Messi è forte, ma vale circa un terzo. L’Inter senza Milito l’anno scorso forse avrebbe vinto il solo Scudetto. Con questo ragionamento non voglio sminuire la forza e il valore intrinseco delle squadre citate, ma semplicemente segnalare che su una struttura buona, l’innesto di un campione è scelta consapevole, perché vuoi che la tua squadra giochi e crei in funzione del calciatore che ti può far vincere.
 
Milan. L’evoluzione rossonera in termini di solidità e continuità è positiva. Inutile dire (e non lo penso per scaramanzia), che la vera prova del nove è sempre la partita successiva. Da qui alla sosta natalizia avremo l’esatta percezione della nostra forza e delle nostre opportunità. Aggiungo che non sarei nemmeno così radicale nella valutazione: Pirlo sì, Pirlo no. Pirlo è un elemento importante del Milan, ma non imprescindibile, e ritengo Allegri un allenatore capace al punto di poter decidere con criterio in quali incontri confermare la formula con 3 mediani, in quali inserire Pirlo. Discorso analogo e identico vale per Ronaldinho. Inutile, quindi, che mi ripeta.
 
Mercato invernale. Lungi da me iscrivermi alla voce “dirigente – competente di mercato”. Il Milan, dopo l’infortunio di Inzaghi, necessita seriamente di una prima punta funzionale alla Serie A. Il mio nome è Alessandro Matri. Buon centravanti di categoria, in grado di accettare le frequenti panchine, discreto goleador (da circa 10 gol a stagione) e di scuola Milan. Chiaro che un Cassano completamente gratis stuzzica. Io lo prenderei solo in caso di addio anticipato di Ronaldinho, ma in realtà lo prenderei a prescindere. Sia ben chiaro serve anche un terzino di valore, ma su questo ho perso le speranze. Interessante comunque la crescita di Abate.