E' arrivato il primo passo falso dall'istituzione del triplo mediano, se proprio vogliamo definire passo falso il pareggio rubacchiato sabato scorso dalla padrona di casa Samp in quel di Marassi, campo che peraltro sarà difficile da espugnare per chiunque quest'anno (di solito quando si dice così poi sul campo in questione ci passeggia chiunque, ma vabbe', staremo a vedere…).

Ad ogni modo, coloro che credevano di aver trovato la Panacea sono stati avvertiti: nel calcio occorre sempre migliorarsi, guai a pensare di aver azzeccato la soluzione con la S maiuscola. Le difficoltà realizzative del Milan sono sotto gli occhi di tutti. Inutile girarci intorno: con questo assetto, più di una rete a partita stentiamo a segnarla. Di conseguenza è più facile che una cagata difensiva su calcio piazzato possa costare due punti preziosi.  A proposito, mi domando come mai Adrianone non chieda all'UEFA il permesso di cucire sulle maglie la patacca con su scritto "La squadra che ha beccato più gol su calcio piazzato di tutti i tempi".

Ma proseguiamo.

E' vero che l'attacco fa vendere i biglietti e la difesa fa vincere i campionati, ma è altrettanto vero che qualche gol in più è ora che cominciamo a segnarlo. Insomma, trovata la solidità difensiva dopo non so quanti anni, è giunto il momento di evolverci ulteriormente, di allungare questa nostra coperta perennemente corta.

Questa operazione secondo me è tutt'altro che semplice, colpa di Adrianone nostro che negli ultimi anni ci ha fatto sprecare un sacco di tempo con una gestione per quanto concerne il mercato oggettivamente scellerata. Credo che le capacità di Allegri possano fare ancora qualcosa, ma il grosso del lavoro spetta senz'altro alla società. Occorre apportare qualche rattoppo, ma anche acquistare nuovo tessuto, altrimenti i piedi o la testa prendono freddo. L'inserimento di Pirlo ogni tanto fornirà qualche soluzione offensiva in più, ma non dovrà diventare un'abitudine: lo sanno anche i sassi quanto ci tolga in fase d'interdizione  l'odierno Andrea quando viene spremuto con troppa insistenza.

A gennaio riapre il mercato, restare al palo quando è tanto evidente dove si deve andare a parare per migliorare e quindi allungare sulle concorrenti sarebbe gravissimo. "Stiamo bene come siamo" è una frase che tanto ci ha fatto incazzare nel recente passato, non vorremmo risentirla fra un mese.

Mi domanderete: caro il mio saccentone di 'sta cippa, visto che è tanto evidente, sentiamo, dove si deve andare a parare per migliorare eccetera eccetera?

Sono lieto che mi abbiate fatto questa domanda.

Orbene, ora come ora esistono le seguenti necessità:

Acciuga deve recuperare Dinho. Non dico che il Gaucho abbia il diritto di  soffiare il posto ad un Robinho che si muove il triplo di lui, ma qualche minuto in più deve essergli concesso. Al posto di Ibra, di Seedorf, di Abbiati (ne guadagneremmo di certo nei rinvii), di chi caspita decida Acciuga, ma l'umiliazione di sabato non dovrà più ripetersi. E mi stupisce che il fuoriclasse brasiliano, all'apparenza tutto sorrisi ed allegria, la prenda con cotanta filosofia (a meno che non l'abbia combinata veramente grossa e Adrianone, con la consueta abilità nell'arte dell'insabbiamento, non sia riuscito a coprire il tutto) (più grossa di una cena terminata alle due di notte, beninteso).

La società deve trovare un terzino sinistro un minimo più pericoloso in attacco di Bonera (e direi che non ci vuol molto) in grado di alternarsi con Antonini. Fino ad un mese fa avrei invocato anche un terzino destro, ma visti i netti miglioramenti di colui che in ogni dove viene ormai soprannominato "Il Maicon Biondo", e la contestuale presenza di Zambro in rosa, direi che la missione "laterale destro" può essere procrastinata fino alla prossima estate.
 
Inoltre, sempre la società,  deve trovare una punta che consenta ad Ibra di rifiatare, giacché ultimamente, verso la fine delle partite, la lingua dello svedese finisce regolarmente sotto il piedone numero 46, e non vorrei che forzando (no perché se n'è accorto anche il mio gatto che Ibra in questo momento sta forzando come un dannato) possa accadere qualcosa d'irreparabile, un disastro che neppure oso nominare. E' ovvio che i gesti apotropaici in cui in questo momento mi sto esibendo non sono uno spettacolo edificante,  sto scrivendo con una mano ed ho le palle pressoché scorticate, tuttavia bisogna avere il coraggio di dirlo: Ibra è pericolosamente stanco e si vede

Mi sembra di non aver scordato nulla. Il resto dei miei consigli alla società e ad Allegri lo concederò fra sei mesi. E' ora che imparino anche ad arrangiarsi un pò da soli, cacchio…