Ormai non fa più notizia: la Lazio è una squadra seria e l'Inter è in chiara difficoltà: 3  a 1 con grande prestazione di colui per il quale offrimmo un cesto di banane non più di un anno fa. Stasera scopriremo se per la prima volta dopo secoli i cugini toccheranno la decina di punti di ritardo nei nostri confronti. L'ideale sarebbe mettere più fieno in cascina possibile fra noi e loro, perché è assai probabile che, da gennaio in poi, recuperato qualche infortunato ed esaurita la pratica del Mondiale per Club (si spera con un bel buco nell'acqua), i passi falsi interisti cessino o quanto meno diminuiscano prepotentemente.  A proposito,  così, a titolo informativo, pare che la formula sia la stessa di quando la vincemmo noi, ma che improvvisamente la manifestazione sia diventata importantissima. Per quest'anno beninteso, poi tornerà la solita cagata.

Veniamo a noi. Stasera abbiamo il Brescia, penultimo a pari demerito con due o tre squadre e non brillantissimo fuori casa: appena una vittoria,  un pari e cinque sconfitte. Insomma, con tutto il rispetto per l'avversario, una squadra che ambisce al titolo è obbligata a vincerle queste gare, non ci sono discorsi tattici, di formazione o roba simile che tengano. Stasera si deve vincere. Punto.

Pare che Acciuga, oltre all'intenzione di riesumare Pirlo alla faccia della nuova "definitiva" formula dei tre mediani, abbia quella di "infliggere" al Dentone la settima panchina consecutiva. Lasciandosi anche andare, tra le altre cose, a dichiarazioni non chiarissime ma contenenti qualche indizio, del tipo che lui "un giocatore demotivato non lo tratterrebbe mai." Nel frattempo Berlusca, noto fan del Gaucho, sembra non batta ciglio a fronte di tutte le esclusioni subite dal suo pupillo. Forse perché distratto da festini porno ed impegni politici, d'accordo, ma non credo si tratti soltanto di questo.  Qualcos'altro bolle in pentola, insomma. Infatti, pure Adrianone non mette bocca sulla questione, o quando lo fa esprime a fotocopia i concetti del proprio allenatore. Unità d'intenti quindi, ed un silenzio-assenso importante visto che proviene da colui che sgancia il grano. Come si dice, tre indizi fanno una prova: ormai il destino del Dentone sembra segnato, egli ci lascerà appena possibile. Un pò mi dispiace devo dire, il giocatore è fantastico anche quando cammina, ma per il bene della squadra credo che il suo sacrificio sia inevitabile e giusto.