Edizione pre-natalizia priva di ogni forma di politically correct, stanco di apparire sempre posato ed equilibrato.
 
Cassano. Anno 2009, l’Inter acquisisce a costo zero le prestazioni di Goran Pandev. Le mani rossonere si spellano per plaudire la tempestività e la lungimiranza dell’operazione. Gli eventuali contro annichiliti dai numerosi pro. Anno 2010, il Milan acquisisce a costo quasi zero Antonio Cassano. Le voci rossonere si alzano in coro per criticare l’inutilità e il pericolo dell’operazione. Fatte le debite proporzioni tra i valori assoluti dei due giocatori, ponderate le differenze caratteriali, considerate le possibili ripercussioni ambientali e tecniche, sempre di occasione irripetibile trattasi, dato anche il prossimo addio del numero 80. Ogni critica è ridicola, pretestuosa e preconcetta. Dire e ribadire di continuo che non c’è il progetto o che serve un terzino è noto e demagogico. Qualcosa prima o poi vi andrà bene, di certo neppure Ziegler, Lazzari o affini.
 
Allegri vs Ronaldinho. Il diktat è palesemente societario. La dirigenza è la prima e unica artefice dell’emarginazione del giocatore. Dato il contratto in scadenza, il desiderio è godere di un piccolo introito a gennaio. Ne segue l’obbligo di non schierarlo. Sabato sera Allegri avrebbe dovuto ribaltare questa logica. 20/25 minuti in un partita perdente e priva di possibili soluzioni dovevano obbligatoriamente essere concessi a Ronaldinho, anche solo per scompaginare un copione scritto. Così non è stato e si è passati pure la discutibile sostituzione a 4 minuti dal termine, senza previo riscaldamento, solo per l’infortunio di Boateng. Gestione e soluzione patetica. Allegri mi piace, lo ammiro e lo stimo, ma sabato mi ha fatto veramente incazzare.
 
Leonardo. Vada pure all’Inter, ma non gli auguro nessuna delle fortune dei suoi predecessori, Benitez compreso. Grande uomo, grande dirigente, ammirato per la sua capacità di non essere uno yesman, spero per i nerazzurri sia diventato allenatore migliore. Fece bene, ma il minimo indispensabile. Creatore di un sistema divertente e intrigante, che ci trascinò fino ad un punto dalla vetta con uomini limitati, non ebbe l’umiltà e l’abilità di abiurare questa sua invenzione. Abate, Huntelaar e Mancini esterni alti in contumacia di Pato furono un obbrobrio tecnico e tattico. Insomma, buona fortuna Leo e nient’altro.
 
Chi ce l’ha più lungo? Ho assistito al gioco del chi ce l’ha più lungo tra i blog rossoneri. Spettacolo discutibile. Si tratta di un blog, di uno spazio aperto, di un divertimento. Non è una guerra tra bande. Nessuno di questi è una fogna e nessuno è l’Eden.
 

Buon Natale a tutti!