E’ un mese impegnativo in un anno impegnativo, spero pieno di novità e grandi cambiamenti. La mia presenza nel blog sarà costante, ma ridotta, ancor più di quanto non lo sia già. Cercherò di non far mai mancare il mio post settimanale, non so invece quanto potrò commentare. In buona sostanza: cercate di racchiudere tutti gli insulti verso di me in una sola occasione settimanale, in modo da non perderne io alcuno per strada.
 
Numeri. La fine del girone d’andata ha scatenato una guerra di numeri. Il Milan di oggi è primo in classifica, ma con gli stessi punti del passato Milan di Leonardo, che primo non è mai stato. E’ ozioso inseguire meriti e demeriti. Conta la sostanza, cioè il temporaneo primato. Dato che i paragoni con la passata stagione si sprecano, vi regalo qualche ulteriore dato per leggere meglio la stagione in corso. L’Inter totalizzò complessivi 82 punti (appena 2 in più di un ipotetico doppio 40!), ma ne fece solo 37 nel girone di ritorno, contro i 45 di quello d’andata. La Roma ne fece 80, ma per farlo dovette farne ben 48 nelle 19 partite di ritorno. Oltre alle citate squadre, la sola Sampdoria fece un girone totalizzando più di 40 punti (41 nel ritorno per esattezza). La Juventus, al contrario, non ne fece nemmeno uno e ad oggi ha un andamento analogo a quello dell’anno scorso. Concludo ricordando che il Milan di Leonardo di punti nel girone di ritorno ne fece solo 30. Non capisco allora come non possa risultare credibile che il Milan, facendo un analogo girone da 40 punti (cosa ampiamente alla nostra portata), non possa tranquillamente vincere lo Scudetto. Per esserci superiori la Roma dovrebbe incamerare 49 punti (1 in più dell’incredibile ritorno della passata stagione), la Juventus non ne parliamo e non mi esprimo su Napoli e Lazio ritenendo per loro credibile un ritorno speculare all’andata. Rimane l’Inter, squadra che valuto unica vera avversaria. Conteggiando per loro già 35 punti, per superarci dovrebbero farne 46, uno in più del miglior girone dell’ultimo Mourinho. Credete che ciò sia possibile?
 
Milan – Udinese. Si sono messi sotto accusa un po’ tutti. Indipendentemente dai risultati futuri, ho vissuto e riletto la partita di domenica come un qualcosa di difficilmente ripetibile sotto tutti gli aspetti. Non trascuro le sciagurate prestazioni di Antonini, Bonera e Seedorf, la discutibile lettura della partita di Allegri, le deficienze di difesa e centrocampo, ma spero di poter circoscrivere molti errori sin troppo eclatanti a questa pazza partita in cui il Milan, autore di 4 gol in casa, non è riuscito a vincere.
 
Ronaldinho. Saluto Ronaldinho, un giocatore che ci ha dato qualcosa, che poteva darci di più, ma per il quale le nostre aspettative (pompate ad arte dalla società) erano superiori alle sue reali possibilità.