Premetto che non l'ho vista.  Ho preferito uscire con la morosa. Cioè, in verità è stata lei ad aver preferito ma vabbe', sono dettagli.  

Leggo qua e là di un Milan inguardabile, ma ho smesso di credere ai giudizi dei cacciaviti in rete da tempo. Tuttavia mi fido di quelli di Kalunaat, in genere molto equilibrati ed intellettualmente onesti. Anche lui scrive che abbiamo fatto praticamente cagare, per cui dev'essere vero.

Devo dire che  me lo sentivo. Nelle ossa. Quando sono tornato a casa ed ho acceso il televisore già sapevo che ciò che avrei scoperto non mi sarebbe andato a genio. Addirittura, appreso il risultato, ho tratto un sospiro di sollievo pensando: "Bah, un punto, malgrado ciò che mi sentivo nelle ossa è tutto grasso che cola."

Poi ho scoperto di avere un poco d'influenza, la vera causa dei dolori ossei. Ma torniamo al Milan.

Non sono preoccupato. Non ero esaltato prima quando filavamo come treni e gli altri zoppicavano, non mi abbatto ora che abbiamo frenato e gli altri corrono come lepri. Perché non mi esaltavo? Perché non ho mai pensato di possedere la rosa migliore, perché non ho mai pensato di avere già vinto a novembre. Perché non mi abbatto? Perché il calcio è così, i cali sono fisiologici,  la rosa è comunque competitiva e prima o poi ripartiremo; l'importante sarà farlo il prima possibile. E' questo il vantaggio che si ha tentando di narrare le realtà anziché riempire i post di cazzate, slogan e palesi bugie: quando cadi, o soltanto inciampi, ti fai meno male.

Magari c'era chi sghignazzava quando sostenevo nient'altro che la realtà, ossia che Roma ed Inter possedevano rose migliori della nostra. Odio i "l'avevo detto", sono cose che ripetono continuamente i frustrati, gli allenatori da playstation, coloro che hanno più a cuore il proprio ego anziché le sorti del Milan. Non provo quindi alcuna soddisfazione nel constatare che Roma ed Inter si sono rialzate prepotentemente e ci stanno col fiato sul collo, un fiato assai più pesante rispetto a quello di Lazio o Napoli. Ma è la realtà, ed era evidente sin dall'inizio dei giochi. Occorreva non perderla di vista a fine 2010 come occorre non farlo adesso.

La realtà dice anche che abbiamo comunque un margine di punti da amministrare e la certezza su dove e come si dovrà intervenire sul mercato per aiutare l'allenatore a farlo.  Un allenatore bravo ma ancora inesperto, che dovrà lavorare per migliorarsi. Un allenatore che dovrà accelerare i tempi del suo miglioramento perché  dispone di una rosa sì forte, ma anche squilibratissima, in alcuni elementi anziana e in altri di salute cagionevole.  

Nervi saldi, la partita non è vinta né persa, e soprattutto è ancora lunghissima.