Anche se ormai bisognerebbe parlare della sfida contro i gobbi, mi sembra giusto assaporare ancora per un giorno l'atmosfera che regnava Lunedi, dentro l'angolo di paradiso chiamato Stadio San Siro.

Arrivo allo stadio alle ore 20.45 giusto in tempo di vedere il calcio d'inizio, a causa di una coda infernale nella periferia di Milano, che mi costringe, pur di non fare per la prima volta tardi ad una partita, a correre da piazzale Lotto fino all'ingresso 14.
Per chi non sa le distanze posso dire che sono un bel 2 chilometri netti.
Ma così è. Mi avvio al mio solito posto e la partita è inziata. Lo stadio era molto pieno, l'aria era elettrica, un'aria che non si sente molto spesso. Si aveva la consapevolezza di essere per la prima volta in questo campionato, in una partita che andava giocata, e possibilmente vinta, da capolista.
Il match non offre grandi spunti di riflessione nei primi 45 minuti a causa di tanti nostri errori d'impostazione e della loro scarsa volontà e possibilità di attaccare.
Si arriva all'intervallo e il clima così bello del primo tempo cala un po. Comincia ad esserci qualcheduno che metteva in dubbio le nostre qualita. "Siamo sempre la solita squadra che quando ci sono le partite importanti non riesce mai a vincere." Anche se ad essere onesti questa linea di pensiero era minoritaria. La squadra e l'allenatore avevano, a differenza del presidente, una maggioranza schiacciante.

Il secondo tempo inzia alla grande. Il Milan spinge, lo stadio si ricarica e l'urlo della curva è secondo solo al gol di Ibra nel derby. Prima Van Bommel, poi Flamini vanno vicini al Gol.
Quando sugli sviluppi di un calcio d'angolo dopo un fischio dell'arbitro si vede Robinho esultare.
"Che si esulta, ci ha dato un angolo!". "Boh, strano."
"Ma guarda che è rigore!!!". "Ma cosa è successo??".
Boh!
Ibra s'incarica della battuta e sotto il coro "sapete solo rubare" dei napoletani del terzo anello verde segna.
Il boato dello stadio è un mix tra la felicità per il gol e il fatto che il gol stesso sia arrivato tramite un rigore, proprio contro Mazzarri, molto odiato da tutti.
Scatta un vibrante scambio di sms tra lo stadio e l'esterno.
"un mio amico mi ha detto che il rigore c'era". " il mio mi ha detto che era molto dubbio".
"cos'è il tuo amico??". "Milanista, il tuo?". "interista."
Ok, non lo sapremo mai.

Dal gol di Ibra in poi, il Napoli, mai pericoloso, si eclissa totalmente.

Entra Boateng e c'è la seconda svolta della partita. Supportato da un tifo degno di pochi a San Siro, il Boa segna su un assist perfetto di Pato, imbeccato con un no-look da parte di Ibra. Delirio.
La partita è definitavamente chiusa.
Manco il tempo d'esultare che Pato, sforna un bignè che manco i migliori fornai di Parigi. Potremmo tranquillamente cominciare a pensare ai gobbi.
Prima però ci sono un paio di sassolini da togliersi dalle scarpe.
Un pò di cori per Mazzarri e un pò per Leo, che sicuramente sarà scontento. Lui aveva scommesso sulla x.
A proposito di scommesse un interessante aneddoto. Verso il 90esimo, un ragazzo sta per uscire dalla curva quando si volta e ci grida "guardate qua". Indicando un foglietto. Ebbene, il ragazzo si era giocato 40 euro sul 3-0 del Milan quotato a 15.00. Fate voi i calcoli. I miei complimenti, visto che che lo stesso ragazzo il giorno prima era diventato padre di un bellissimo bambino.

Prima di chiudere poche, ma significative parole: Gobbo alè, vengo da te, gobbo alè, vengo a Torino