Ricordi…

Quando iniziai a giocare a calcio, da bambino, come calzature erano in voga le Tepa Sport.

Facchetti, Riva, Chiarugi, Damiani erano alcuni tra i più blasonati Campioni dell'epoca che le utilizzavano. Erano scarpe più economiche rispetto alle Puma o Adidas, ma non inferiori come qualità.

Avevano quelle due righe strane a V che, se guardavi i piedi mentre camminavi, ti facevano girare la testa. Sembrava di avere due puntali ai piedi, pronti a colpire e a uccidere!

 (qui potete vedere una galleria di immagini)


Dopo averne fatte fuori diverse paia, passai alle Barbagrigia. Completamente nere, nessun disegno,  nessuna linea colorata o meno. Erano delle pantofole. Le più comode scarpe da calcio che abbia mai utilizzato. Non riesco però a trovare immagini. Pazienza.

Ricordo, al mio paese di origine, l'Alfredo calzùlar. Un simpatico vecchietto che faceva il calzolaio, appunto. Con dei trascorsi nelle giovanili del Torino, aveva conosciuto i Caduti di Superga e con qualcuno di loro ci aveva giocato pure insieme.
Uno che sapeva e conosceva la materia. Era il mio riparatore di scarpe e palloni di cuoio.
Si, perchè ai miei tempi si riparavano ancora. Ed erano di cuoio. Vero.
Ebbene, mi aveva insegnato che una scarpa da calcio, per essere buona e comoda, doveva essere presa  con una mano per il tallone e con l'altra in punta. Andava piegata avanti e indietro fino a far toccare le estremità.
Questo movimento doveva fartelo capire. Perchè o si apriva la suola o si scuciva qualcosa.
Se restava integra però, era da comprare a botta sicura.

E se i prossimi calciatori da comprare, li testassimo così….?