Sono lì, ad un nulla. Com'è giusto che sia in fondo, il derby post sosta sarà – Udinese e Napoli permettendo – un degno spareggio di questo campionato. Un torneo brutto a livello di spettacolo, povero in quanto a talento, perlomeno rispetto ai campionati che ci precedono nel ranking-UEFA (e non è un caso che ci precedano). Ma un torneo avvincente. Torno a ripetere quanto scrissi più o meno all'inizio della rimonta neroazzurra,  cioé che questa situazione mi diverte: Inter e Milan che se la giocano, Leo sulla panchina avversaria pochi mesi dopo aver litigato con Silvietto, Napoli e Udinese (quest'ultima, società esemplare) pronte ad approfittare dei litigi delle due grandi. Una figata, dovremmo goderci maggiormente la bellezza delle situazioni  frequentemente offerte  da questo sport meraviglioso anziché  lasciarci fuorviare da altre cazzate.

Ora non starò a tediarvi con prematuri giudizi sommari su allenatore (esercizio che sta andando per la maggiore un po' ovunque), giocatori o massaggiatori; mi limiterò ad analizzare brevemente la situazione in essere, la quale precede il riposo per la sosta dedicata alle Nazionali.

Dunque.

L'Inter giunge a questa gara col morale a mille: hanno un culo che rasenta il mostruoso, raramente ho mai visto una roba del genere, neppure noi nelle nostre versioni più "culose" (e dire che ne abbiamo avute) siamo mai arrivati all'incredibile e prolungata serie di cicostanze favorevoli occorsa ai cugini; sono oggettivamente forti e convinti dei loro mezzi, non per niente sono campioni d'Europa uscenti e… quant'altro (abbiate pazienza,  mi secca ripetere i loro cazzo di tituli ogni volta); godono di un tifo a livello mediatico sconcertante: Sky pare Inter Channel, Bergomi e Caressa – ma è soltanto un esempio fra tanti – ieri sono arrivati al punto di chiamare il giallo a Nesta ad ogni intervento duro del difensore, ed al triplice fischio avevano addirittura la voce rotta per la commozione…

Il Milan ha il morale sotto i tacchi: sta subendo la rimonta, e già questo butta giù malgrado ci si trovi davanti; la squadra ha perso il proprio miglior giocatore (perché lui si è comportato da cazzone, sia chiaro) proprio nel momento in cui serviva di più; inoltre, in una settimana, il Milan, ha perso l'Europa, è passato da un possibile più otto (almeno così stavano le cose un secondo prima della ciofeca battuta da Caracciolo) ad un esiguo più due. Roba che abbatterebbe un bisonte.

Rialziamoci e scrolliamoceli di dosso con un disperato colpo di reni. Possiamo farlo, anche se sono più forti loro  in questo momento.