E' noto che il sottoscritto sia tutt'altro che un bacchettone. Insomma, le foto di femmine  discinte sovente in questo blog fanno capolino, e pure qualche ammiccamento piccante nei confronti del gentil sesso nei post ogni tanto appare. Sempre in modo rispettoso ancorché goliardico (almeno lo spero, siamo gentiluomini in fondo), ma insomma, di "quella roba lì" sovente se ne parla. Perché è bello così, in definitiva siamo tutti giovani maschiacci con gli ormoni perennemente in subbuglio (eccetto Ghostrider2, sulla gioventù dico, ma lui sopperisce con l'esperienza) (si dice sempre così…). Comunque dicevo, vaffanculo ai moralisti bacchettoni: la topa ci piace.

Ma veniamo al sodo, facciamo un po' di cronaca.

A gran voce il popolo cacciavite invoca da tempo una presenza più assidua di Silvietto nella stanza dei bottoni. O di qualcun altro della famiglia insomma. Fatto sta che da qualche tempo si nota l'assidua presenza di Barbarella, figlia di secondo letto di Silvietto (o millesimo, difficile stabilirlo con esattezza con quel tizio) in tribuna a San Siro. Poi emerge che l'ufficio che fu di Bellicapelli ora appartiene a Barbarella. La giovane rampolla del padrone è lì per imparare, si dice.  A fare che cosa non è ben specificato ma fa lo stesso, al popolo cacciavite importa relativamente, la novità va a genio perché "almeno c'è qualcuno della famiglia che controlla le cagate che fa Galliani", (sì, perché per una frangia della tifoseria Galliani sta facendo magheggi da anni all'insaputa di berlusca).

Piano piano cominciano i pettegolezzi. Barbarella, madre di due piccoli, si separa dal compagno dopo una lunga relazione. Poco dopo prende a serpeggiare insistentemente qualche mormorio su di lei e Pato, il giovane e triste campione brasiliano anch'egli reduce da recente divorzio e dal rendimento in campo sufficiente, ma non consono alle enormi potenzialità e alle aspettative che società, tifosi ed allenatore ripongono su di lui. Ovviamente si interpellano gli interessati. Lei nega, parla soltanto di una bella amicizia e si sa, se le donne ti catalogano come amico è finita, non te la daranno mai neppure pregando in ginocchio. Lui, dal canto suo, risponde sempre nel solito modo delle interviste post-partita, ovvero dando l'idea di non aver capito una mazza di ciò che gli viene chiesto e farfugliando le medesime banalità di default. Barbarella però è chiara, mi convince, le credo, mi rilasso, traggo un sospiro di sollievo e mi concentro nuovamente sulle vicende di campo.

Vicende di campo che cominciano a non andare benissimo per Pato e per la squadra: impiego del giovane campione a singhiozzo da parte dell'allenatore, buon numero di gol a dispetto di tutto ma prestazioni così così, miglior giocatore della squadra che non perde occasione per mandare platealmente a cagare il ragazzo durante le partite, contestuale remuntada da parte dei rompiballe in maglia neroazzurra. Si pensa ad un sacco di cose: cessione imminente per far cassa, fragilità psicofisica (in effetti la tendenza ad infortunarsi è evidente), allenatore demente, miglior giocatore della squadra testa di cazzo. Poi di nuovo, colpo di scena rosa, è storia recentissima: la rivista scandalistica Oggi pizzica i due e li fotografa in atteggiamento inequivocabile (io le mie amiche non le bacio così). Pure il quotidiano scandaloso La Gazzetta Dello Sport pubblica la foto; ora tutti gli sportivi del mondo sanno: i due trombano, non ci sono più dubbi.

Finita la cronaca, proseguiamo con i motivi per cui la vicenda non mi piace.

Dicevo all'inizio che il sottoscritto nella vita è tutt'altro che un bacchettone, e lo ribadisco. Tuttavia il Milan è sacro. Quando si tratta di Milan un po' bacchettone lo divento, è più forte di me. Io gradirei sempre che i calciatori del Milan conducessero vita morigerata, andassero a letto ad un'ora decente, bevessero soltanto acqua, mangiassero cibi sani con pochi grassi e trombassero il giusto. E che non si cacciassero in situazioni eccessivamente complicate. Perché non venitemi a dire che si tratta di una situazione normale: la figlia del proprietario, apprendista presidentessa (almeno questo era stato fatto trapelare), ha una relazione con un calciatore della propria squadra. Un calciatore giovane, con le potenzialità tecniche e fisiche per diventare uno dei più forti al mondo ma dall'equilibrio  psicologico perennemente in bilico.

Ora, non voglio eccedere negli allarmismi, magari si tratta di una relazione come un'altra  che non influirà sul comportamento della squadra. Magari si tratta della più grande storia d'amore di tutti i tempi e fra vent'anni ci faranno pure un film di successo (prodotto da Silvietto). Però qualche perplessità non posso fare a meno di averla. Lasciando stare per il momento l'impatto negativo che una faccenda del genere può avere avuto ed avrà in uno spogliatoio come il nostro,  mi vengono in mente i trionfalismi di molti tifosi (specie quelli che un Milan senza la Famiglia alle spalle non sarebbero in grado neppure di concepirlo) relativi al ritorno di un Berlusconi in Via Turati per – si dice – rimettere le cose a posto. Bel modo di rimettere le cose a posto. Tempo pochissimi mesi dall'arrivo e si scopre che il vero motivo per il quale un Berlusconi è tornato ad interessarsi attivamente al Milan è per farsi i cazzi suoi, in ogni senso. Bella roba…