La squadra della Propaganda perde i pezzi.
 
L’unico guardalinee not embedded ha sanzionato l’agnellino Ibrahimovic, reo di averlo insultato dopo un contrasto perso e una rimessa laterale non assegnata.
 
Alessandro Nesta lotta con l’ennesimo infortunio della sua carriera. Alto è il rischio di perderlo sino a fine stagione. Iddio ci conservi almeno Sokratis.
 
Come già ben segnalato, la rossonera Gazzetta dello Sport ci ha spiegato come il Napoli senza gli scontri diretti, i gol di Cavani, gli assist di Lavezzi, i parrucchieri di Hamsik, i film di Natale di De Laurentiis, le camicie bianche di Mazzarri e la pazienza di Pazienza, è la squadra più accreditata a vincere lo Scudetto in quanto più continua.
 
Insomma, tutto ci dice male.
 
Insomma, è giunto il momento di diventare piangina anche noi?
 
Invece no.
 
Con vostra grande sorpresa, adesso vi spiegherò come le fortune del nostro campionato dovranno necessariamente passare dai piedi di Antonio Cassano. Volente o nolente.
 
Pato pare essere sbocciato definitivamente, ma non è ancora chiaro sino a che punto riuscirà ad essere decisivo anche in tutte e 3 le prossime partite da giocarsi contro difese arroccate e non larghe come le maglie di una rete da pesca per balene.
 
Robinho si muove, corre, si sbatte, ma vede la porta grande come una buca delle lettere.
 
Inzaghi forse rientrerà per Brescia, ma in che condizioni?
 
Insomma, in contumacia di Ibrahimovic, non ci rimane che sperare nella resurrezione di Antonio Cassano da Bari.
 
Non sono un folle.

Nelle prossime tre partite, almeno una (se non due) Cassano le giocherà da titolare. In tutte sicuramente entrerà per giocare lunghi spezzoni di incontro. Non è sciocco pensare che qualcuna di queste a 30 minuti dalla fine potrà ancora trovarsi in bilico.
 
Ne segue che Antonio Cassano ha l’ultima occasione della sua scombinata carriera per dimostrare al calcio italiano di valere concretamente qualcosa. Antonio Cassano non dovrà più essere solo guai e apparenza.
 
Non dovesse riuscirci, non necessariamente potrebbe essere un problema per noi, ma sicuramente lo sarà per la sua carriera.
 
O adesso o mai più.