Qualche brutta notizia doveva arrivare per forza. Non può piovere sempre, ma neppure può splendere sempre il sole. Voglio dire, l'Inter è precipitata a -8, il Ciuccio a -6, tutto nella stessa giornata. Un suicidio di coppia, come nelle migliori tragedie romantiche di un tempo. Pareva stesse filando tutto liscio, pareva addirittura che il Papero non si fosse fatto così male come sembrava in un primo momento. Invece no: stiramento ai flessori, fuori due o tre settimane (quindi tre, teniamoci larghi, che quello ha i muscoli di seta); una rottura di coglioni se ce n'è una. Anche perché non era proprio il momento, causa le recenti  note bizze del cervello di Ibra che ne hanno decretato le pesanti squalifiche seriali (peraltro meritate, 'sto pirla). Ora saremo costretti a giocare praticamente senza attaccanti puri. E' un problema che ci spegne un po' il sorriso.

Ma giusto un po'.

Perché ammettiamolo, la situazione è comunque rosea. Mancano appena cinque giornate, Napoli ed Inter devono ancora scornarsi fra loro nello scontro diretto, se Dio vuole la Lazio nun se potrà scansà essendo anch'essa in lotta per qualcosa d'importantissimo, per cui il suo fiato sul collo dei cugini non lascerà spazio ad eventuali biscottoni  di gruppo ai nostri danni.

Inoltre vincere aiuta a vincere. Crea morale. Clarenzio è chiaramente in missione, Boa gioca da dio, il Maicon biondo sembra tarantolato, Van Bommel avrà anche una faccia da schiaffi che neppure Ibra, ma cazzo quanto gioca bene 'sto vecchio stronzo di un olandese…

Quando le cose filano così, quando il morale di una squadra è a mille, può anche capitare che Binho si trasformi in un implacabile uomo d'area, oppure che salti fuori un carneade che ti sigli due o tre reti decisive. Quindi ottimismo, nonostante le disgrazie del Papero. Mi raccomando però, ottimismo non significa dare inizio ai festeggiamenti eh?