Ieri sera non li ho cagati manco di striscio. Sono andato a cena dai suoceri; pesce, vinello bianco, due chiacchiere, successiva passeggiata in bicicletta. L'Inter non sapevo neppure che avesse giocato a Cesena. Ha tentato di rammentarmelo verso le 22 un amico tramite Sms: "Il solito culo". Che messa così può sembrare chissà che. Mi ci sono scervellato qualche minuto, ma senza successo. Ho pensato che l'amico avesse conosciuto e trombato una femmina particolarmente avvenente, oppure che fosse incappato in una forte vincita nel "Gratta e Vinci". Ma ho bocciato immediatamente entrambe le eventualità: il tipo non è solito giocare ad alcun genere di concorso, e quanto a femmine – avvenenti o meno –  be', stendiamo un velo pietoso.

Vabbe', ho scoperto a che cosa si riferiva quel SMS una volta tornato a casa. Il Cesena s'è fatto rimontare nei cinque minuti di recupero ed ha perso una gara già in saccoccia. Una squadra di seghini, ma l'ho sempre saputo. L'orda invincibile degli Ultrà ravennati  (sì e no un centinaio di persone, non di più) lo ribadisce ogni domenica. Chissenfrega, noi dobbiamo pensare al Bologna (col cui tifo l'orda invincibile di cui sopra è pure gemellata) (non c'entra niente, così a titolo informativo). L'importante non è quando e dove festeggiare, non vinciamo da una vita, non siamo nelle condizioni di fare gli schizzinosi.

Speriamo che il Live del neoredattore Betis ci porti fortuna, piuttosto.