Clarenzio desidererebbe rinnovare il contratto col Milan e zac!, come per incanto appare una sua intervista in esclusiva sul QS, giornale diretto dal suo estimatore e – suppongo – amico Bucchioni (ne ha tanti di amici fra i giornalisti, l'olandese). Non c'è che dire, l'olandese è in una forma strepitosa in questo finale di stagione. Non soltanto in campo, anche di fronte ai taccuini. L'intervista in questione trasuda un mare di  presunzione, ma d'altronde le dimensioni dell'ego clarenziano sono ormai note. Qui sotto ho riportato le frasi  in cui questa presunzione traspare limpidamente, senza che peraltro l'intervistato faccia granché per mascherarla; in grassetto c'è ciò che ho trovato particolarmente irritante.

"Conosco il mio valore, ora tocca al Milan, sono loro che hanno scelto di aspettare tutta la stagione per parlare con me e altri. Ho ricevuto proposte importanti che ho messo da parte. La mia volontà non importa, conta quella del Milan. Voglio giocare ancora molti anni ai massimi livelli.  Vorrei restare qui perchè mi piacerebbe chiudere la carriera con il Milan, sarebbe il decimo anno e io adoro il dieci. Ma andrei via se il Milan mi proponesse qualcosa senza convincermi (traduzione: se il Milan non mi garantisse il posto da titolare. ndr). Se il 5 maggio fossi stato in campo anzichè in panchina, forse sarebbe finita diversamente. E' stato un anno bello, con alcuni mesi delicati. Alla fine è la qualità che prevale. Se io a 35 anni devo pensare di dimostrare ancora il mio valore dopo 850 partite in 18 anni di carriera sono messo male. Quest'anno per me parlano i numeri: ho giocato nel periodo in cui abbiamo scavalcato chi ci stava davanti. Io stavo molto bene e la continuità paga. Invece sono stato messo in panchina senza avere spiegazioni. I fischi e i miei applausi? Sono emotivo ma pure razionale. I momenti di difficoltà si superano così, e io capisco quando qualcuno… non capisce. E non posso non sorridere a quel 90% di persone che mi ha applaudito o capisce. Poi sono molto orgoglioso: se uno mi dice 'sei finito' mi sta solo motivando. E' successo anche quest'anno. E la rabbia mi passava anche se continuavo a chiedermi: 'Perchè devo star fuori quando merito di essere in campo?' Oggi non si possono avere dubbi, questo è il Seedorf dei migliori anni".

Insomma, ero indeciso, si sa quanto ami questo giocatore. Ma questa intervista ha dissolto ogni mio dubbio. Seedorf non è da rinnovare. Egli non sarà mai il Giggs rossonero, poiché Ryan Giggs ha un carattere totalmente diverso. Ryan Giggs conosce i propri limiti di fuoriclasse immenso ma stagionato, e attende buono buono il suo turno rimettendosi alle decisioni di Sir Alex. CIarenzio no,  lui è un gran presuntuoso  rompicoglioni. Lui pensa di non dover dimostrare nulla, invece a certi livelli è tutto il contrario;  pensa addirittura di essere un giocatore continuo, in realtà in parecchie gare, quest'anno, ha fatto cagare (le sue ultime ottime prove non mi hanno rimbecillito, ricordo perfettamente ogni singolo vaffanculo che gli ho spedito nel girone d'andata e in parte di quello di ritorno); cade dal pero allorché finisce in panca, e pensa di dover ricevere delle spiegazioni mentre è evidente che – affinché lui possa rendere al massimo delle sue enormi possibilità –  quello dovrebbe essere il suo posto per il 50% della stagione (e sono stato generoso).

E l'anno prossimo Clarenzio sarà ancora più vecchio, presuntuoso e rompicoglioni, non è che con l'età i difetti diminuiscano d'intensità… Ho deciso: via  lui, Pirlo, Pippo. Rinnoviamo soltanto al Capitano e non ci pensiamo più.