Sto tentando da giorni di autoconvincermi a viva forza che Clarenzio abbia deciso di restare perché persuaso dalla società e da Acciuga ad accettare di accomodarsi in panca – preferibilmente indossando scarpini da calcio e non comode ciabatte – per entrare di tanto in tanto e concedere un po' di riposo al Boa e alla favolosa mezz'ala che ci è stata promessa e che sono certo arriverà.

Ma è dura. Prometto però che continuerò ad applicarmi.

Al primo impatto con la notizia del rinnovo a Clarenzio, i sentimenti  che ho provato sono stati di rabbia e delusione. Rabbia perché è fin troppo chiaro che i desiderata del tecnico (che sospetto coincidessero con quelli di Adrianone) sono stati tranquillamente ignorati; delusione perché ormai ero certissimo che non saremmo mai più ricaduti nell'errore di lasciarci turlupinare da un mese scarso di belle prestazioni di questo giocatore.

Clarenzio ha ricevuto garanzie, ormai è fin troppo chiaro. Non dal tecnico, che in un'intervista rilasciata pochi giorni prima della firma aveva ribadito che lui, certe garanzie, non avrebbe mai potuto concederle ad alcun giocatore; non da Adrianone, il quale, sempre pochi giorni prima della firma,  aveva rilasciato una dichiarazione abbastanza seccata sul fatto che mai nessun giocatore – eccetto Klinsmann – aveva preteso prima di allora una clausola riguardante la certezza di giocare sempre titolare.

Chi o che cosa può avere quindi convinto Clarenzio a firmare ancora per un anno?  Chi o che cosa può avere convinto il duo Galliani-Allegri a cambiare orientamento?