Inizia per tutti e a tutti gli effetti la stagione del calciomercato. Tutti i titoli per club sono stati distribuiti e, salvo che per il campionato francese, non mi pare vi siano state sorprese inattese.
 
Campioni d’Europa. I catalani hanno vinto con grandissimo merito. Mi aspettavo onestamente una partita con maggiore equilibrio. Così non è stato. Io per primo avevo pensato gli inglesi campioni d’Europa, ma mi sbagliavo di grosso. Eccezion fatta per qualche lampo nel primo tempo – splendido gol di Rooney compreso – la squadra di Guardiola ha espresso ed esprime un calcio completamente irripetibile. Sono già passati alla storia, poiché mai nessun altro gruppo potrà ripetere quel tipo di gioco ottenendo i medesimi risultati. Semplicemente superbi.
 
Triplete. L’abuso del termine spagnolo è divenuto irritante. Non tanto per la stretta correlazione con i successi nerazzurri passati, quanto per l’abbinamento dello stesso a tutto. Compreso al nuovo "mini-triplete", che (perdio!) è una cagata giornalistica. Comunque, mi sembra giusto adeguarmi raccontandovi che questa mattina mi sono fatto un “croissant-triplete” composto di crema, zucchero a velo e gocce di cioccolato, che ieri sera mi sono divertito con una “pippa-triplete” grazie ai video di Shyla Stylez, Tori Black e Sofia Gucci e che domani sarò in montagna per gustarmi un “salmì-triplete” comprensivo di lepre, capriolo e cinghiale, il tutto abbinato con polenta taragna.
 
Il primo vero triplete. Ricordo però a tifosi di ogni sorta, che il primo vero triplete risale all’estate del 2002. Trattasi dell’estate in cui l’Inter vinse in meno di trenta giorni: Trofeo Tim, Trofeo Birra Moretti e Pirelli Cup.
 
Indovina Chi? Sarà il gioco dell’estate rossonera. Passata di moda la definizione di mister X, dal canale tematico è uscita questa brillante idea. Personalmente ho letto gli indizi e il calciatore che più si avvicina a questa descrizione, non fosse per il problema “capelli folti”, sono io!
 
Si viene… Phillippe Mexes, classe 1982. Ritengo il francese un valido difensore centrale. Da molti sottovalutato, da altrettanti sopravvalutato. Per quanto mi riguarda, banalmente un ottimo giocatore. Arriva al Milan come prima riserva di Nesta e Thiago Silva e ritengo che rappresenti in concreto un’ottima soluzione. Difficilmente a queste condizioni (soprattutto economiche) si poteva pescare di meglio. Le incognite sono il suo rendimento discontinuo e l’integrità fisica, visto il recente infortunio. Io nutro fiducia in lui, la classe e l’esperienza non gli mancano. Serve la testa, speriamo la porti con sé.
 
Si va… Marek Jankulovski. Lascio che le sue dichiarazioni di ieri parlino anche per me: “Quest’anno avevamo una rosa molto grande, eravamo 31 giocatori e solo 11 evidentemente potevano giocare. Era difficile girare tutti i giocatori e allora era normale che molti stessero fuori, ma l’importante è che durante la settimana tutti erano contenti e si divertivano in allenamento, chi era titolare, chi faceva gol, chi stava in panchina o in tribuna. La settimana era serena e poi la domenica era normale che si dovessero fare delle scelte, chi si sedeva in tribuna tifava comunque per i suoi compagni. E’ stato bello tornare in campo, la stagione era iniziata a fine agosto e io fino a febbraio avevo giocato praticamente pochissimi minuti, dentro di me non ci credevo più, poi è arrivata questa chance contro il Napoli. La sfida con il Napoli è andata benissimo e per me è stato quasi come giocare la mia prima partita con il Milan anche se ero qui già da sei anni. Mi sono sentito felice come un bambino”. Il resto potete leggerlo sul sito ufficiale.
 
Consigli per gli acquisti. Matteo Ardemagni, classe 1987. E’ reduce da una stagione non fortunata. Non ha trovato il giusto ambiente a Bergamo, dopo una straordinaria stagione con il Cittadella da lui trascinato sino ai playoff. Ora è in prestito al Padova e pronto a giocarsi al meglio nuovamente i playoff. Scuola Milan, centravanti abbastanza atletico, dotato di buona tecnica e discretamente incisivo sotto porta. Ricorda Matri e pare poter ripercorrere le stesse tappe. Una scommessa forse, ma sulla carta una possibile ed economica riserva di Ibrahimovic.