Ho visto soltanto un frammento del trofeo TIM.  Ho avuto la pazienza di assistere ad una ventina di minuti di questo tradizionale obbrobrio, giusto fino al gol di Cassano e poco oltre,  gol siglato dopo 36 rimpalli e una dormita di Bonucci. Ho saputo che l’Inter alla fine si è aggiudicata il torneo di cui – mi pare – detiene il record di vittorie. Ce ne faremo una ragione.

Ma anziché analizzare un triangolare che praticamente neppure ho visto, preferisco raccontarne uno a cui ho assistito in vacanza. Ordunque: tre famiglie abbastanza numerose e non poco fracassone irrompono in spiaggia, tre dei bimbi piccoli al seguito indossano maglie di calciatori; uno di essi sfoggia la maglia rossonera di Ibra, un altro quella di Del Piero,  il terzo quella di Eto’o. I piccoli sono piuttosto vivaci e schizzano un po’ qua un po’ là incuranti dei richiami all’ordine degli adulti. Quanto segue non è uno scherzo,  è la pura verità: il piccolo con la maglia rossonera è tutto sommato il più tranquillo e si occupa essenzialmente dei cazzi suoi, cioè si scaccola, si trastulla il pisello,  emette versi bizzarri; quello in bianconero biascica qualcosa in una lingua tutta sua e si mette ad armeggiare nei pressi di alcune biciclette poggiate contro una recinzione tentando invano di aprirne i lucchetti; dal canto suo, il bimbo con la maglia neroazzurra, indovinate che fa?  Ebbene sì, piange a squarciagola, senza alcun  motivo.

P.S: A meno dodici dall’ora ics, nulla di nuovo all’orizzonte. Adrianone, svegliaaaaaaaa!!!!