Questa sera affronteremo la Juve per la prima volta in modo un po’ serio, al di là delle nostre numerose assenze. Com’era facile prevedere, scatta immediatamente l’intervista ad Andrea Pirlo. E’ normale eh?, d’altronde si tratta dell’ex, e di un ex assai importante.

L’intervista si trova qui.

Trovo che Andrea in questa intervista si confermi il signore che è sempre stato. Ma non avevo dubbi in proposito. Poi vabbe’, l’intervista non contiene nulla di clamoroso, è difficile sfuggire alle banalità, specie in preseason, specie quando si ha a che fare con gli intervistatori nostrani.

Tuttavia ho notato due rivelazioni interessanti, se non altro per la franchezza dell’intervistato.

La prima riguarda il calo di stimoli professionali avvertito da Andrea nel frequentare sempre lo stesso ambiente per tanti anni, e già questo dovrebbe dare da pensare. Insomma, se qualcuno avesse qualche dubbio residuo sull’opportunità di presentare ancora a centrocampo, dopo dieci anni, il terzetto Seedorf-Ambro-Gattuso, se non da titolare certo ma comunque in forte odore di sostanzioso minutaggio, è servito. Il calo di stimoli è micidiale per me che devo cimentarmi in qualche ridicola corsetta al parco tre volte la settimana, figuriamoci per atleti di quel livello.

La seconda riguarda l’identità di colui che trattiene i giocatori ogni volta che essi chiedono di essere ceduti, soprattutto per via del calo di stimoli sopra citato e del conseguente desiderio di vivere nuove esperienze, specialmente una volta superati i trent’anni. Anche in questo caso, quelli “che Lui non conta un cazzo  quando si perde e va ringraziato quando si vince”, coloro che sono soliti incolpare chiunque per i rinnovi selvaggi del passato, da Ancelotti ad Adrianone, da Allegri a mia nonna, sono serviti in barba e capelli.

Per quanto riguarda stasera, vinca la Juve. Il “Berlusconi” porta tradizionalmente sfiga, si sa.

Per quanto riguarda Mister Ics, pare sia Aquilani. Ma su questo ci ritorneremo in seguito.