Zlatan in formissima...

Il Milan espugna il difficilissimo campo di Bergamo piegando un’Atalanta gagliarda e brava a metterci in difficoltà in lunghi tratti della partita. Uno 0-2 che ci riconferma al primo posto a pari merito con la Juve e che rappresenta comunque un’ottima risposta alle vittorie delle nostre dirette avversarie.

Gli orobici partono subito forte ma la sensazione è che i nostri vogliano ribattere colpo su colpo; dopo venti minuti di punizioni dalla trequarti per i nerazzurri, due episodi piuttosto dubbi nell’area degli avversari (contatti su Ibra prima e Zambrotta poi), diversi capovolgimenti di fronte da una parte e dall’altra ed una manata di Zlatan su Schelotto per la quale lo svedese rischia tantissimo), Rizzoli assegna a nostro favore un penalty per un fallo su Pato (che ci sta tutto): Zlatan infila Consigli con un tiro angolatissimo, troppo perché il portiere atalantino, che intuisce la traiettoria, ci arrivi.

Il Milan potrebbe davvero chiudere i conti tra il 20′ ed il 23′, ma ciò non accade ed i bergamaschi si fanno di nuovo sotto: al 26′ un episodio da moviola nella nostra area su Marilungo; la partita s’incattivisce con diverse ammonizioni qua e là, con uno svarione di Emanuelson al 33′ che ci mette in sera difficoltà e con varie triangolazioni e scambi tra Pato e Ibra da un lato e Nocerino ed Emanuelson dall’altro che non si concretizzano al meglio. Al 46′ Ci sarebbe un corner per l’Atalanta, ma Rizzoli dice che il primo tempo può finire qui e si rientra così negli spogliatoi.

Nella ripresa il Milan torna in campo senza aver fatto alcun cambio: la squadra subisce veramente troppo (botta da fuori area di Cigarini con Abbiati che devia in angolo, palo di Denis al 55′ e due angoli consecutivi per i padroni di casa tra il 59′ ed il 60′) pur avendo almeno due occasioni nettissime per chiudere il match (colpo di testa di Pato che si stampa sul palo al 51′ ed una gestione del pallone non proprio felicissima di Ibra un minuto dopo, quando potrebbe convergere durante una ripartenza sia a destra sia a sinistra preferendo invece incaponirsi ad andare avanti).

Il Boa di nuovo a segno...

Dopo un altro pericolosissimo corner per gli atalantini al 62′, Allegri cerca di correre ai ripari sostituendo Pato con Robinho al 67′; il numero 70 si dà subito da fare e dialoga fin dagli inizi al meglio con Ibra, anche se a livello di conclusioni a rete siamo sempre lì (tiraccio all’82’). L’Atalanta, anche per le tante energie spese nel corso della ripresa, cala il ritmo verso il 75′: il Diavolo, dopo aver sofferto parecchio in termini di possesso palla ed incursioni, torna a rendersi pericoloso prima al 77′ con un pregevolissimo scambio al volo tra Robinho ed Ibra, poi con il secondo gol all’81’ quando Zlatan, servito con un cross meraviglioso, dalla destra accentra per Boateng che di potenza insacca colpendo la parte bassa della traversa.

Gli ultimi minuti sono tutti targati Milan (assist di Nocerino per Robinho, tiro dalla destra di Zlatan respinto da Consigli, Nocerino per Emanuelson, abbondantemente alto); al 93′ Rizzoli fischia la fine dell’incontro.

CONSIDERAZIONI:

Grande prestazione di Cuore di Drago...

Questa era una partita importante per il Papero, in virtù di tutto quello che si è sentito su di lui in questi giorni: Pato ha lottato, non è stato certamente un corpo estraneo rispetto ad altre partite, ha cercato di sfondare in più circostanze sulla destra ed è stato più volte fermato. Bravo comunque a farsi trovare al posto giusto e al momento giusto nell’episodio del rigore.

La difesa ha fatto il suo, con Thiago Silva e Mexes a fare miracoli (riguardatevi il tacco di Cuore di Drago al 69′, tanto per dire), certo non hanno aiutato gli svarioni di Emanuelson e di Van Bommel, che a momenti potevano crearci non pochi problemi.

Si è sofferto troppo, ma la squadra ha almeno mostrato (se ancora ce ne fosse bisogno) di avere numeri e qualità per sbloccare qualsiasi partita in qualsiasi momento.

Zlatan è un attaccante unico al mondo per visione di gioco, bene o nella norma tutti gli altri. Adesso il derby, in attesa di capire se un Milan come quello visto oggi possa davvero impensierire il calcio champagne dei diversamente prescritti.