Mando giù l’ultimo sorso di Guinness in lattina che mi sarebbe dovuta servire per brindare ai miei beniamini irlandesi, e invece il suo unico scopo è solo quello di consolarmi vista la loro debacle. Trovo che la Guinness in lattina sia migliore di quella in bottiglia, ma non divaghiamo.

Anch’io confesso che una settimana fa avrei anteposto al tifo per gli azzurri il sostegno a Olanda e Eire; beninteso che non sarei mai riuscito a tifare contro l’Italia, pensavo di adottare un atteggiamento più distaccato.

Però il tifo è una cosa irrazionale, e non c’è niente da fare: nonostante Prandelli e il suo codice etico ad personam, il biscazziere inconsapevole Buffon, la premiata macelleria Bonucci&Chiellini, il pavido ingrato Pirlo, il mononeuronico ganassone Balotelli, la zavorra Motta, il birillo Giaccherini e la Federazione di imbelli che sovraintende questa squadra, dopo i primi minuti giocati con energia e sacrificio, i miei pregiudizi sono spariti in un amen. Ci sono pochi ragionamenti da fare: in effetti tiferei Milan anche se avessimo una rosa composta da 25 giardinieri invece che calciatori.

Portiamo a casa un punto importante e meritato, ma penso che dobbiamo un bel ringraziamento a Del Bosque che schiera una quadra senza punte, agevolando di molto il compito di De Rossi spostato centrale difensivo in un reparto a 3. Partita mostruosa la sua, esperimento interessante ma quanto mai azzardato che penso non sia il caso di ripetere contro squadre di un certo livello come può essere la Croazia: appena è entrato Torres in mezzo si sono aperte voragini. Inoltre si è depauperato il centrocampo con l’innesto di Motta e Giaccherini:  il reparto è stato di una pochezza assoluta salvato unicamente dalla prestanza di Marchisio e dall’assist di Pirlo per Di Natale.

Attacco evanescente con Cassano non in grado di reggere 90° nonostante un paio di giocate e un Balotelli superficiale che doveva essere fucilato sul posto per la sua dabbenaggine e pressapochezza nell’occasione gol sciupata. Prandelli ha fatto una delle poche cose giuste rilevandolo seduta stante per Di Natale che con la rete si è parzialmente preso una piccola rivincita sul rigore fallito sempre contro la Spagna 4 anni fa.

Giovedi ci giocheremo il proseguimento del torneo contro la Croazia, squadra ben disposta in campo ma non irresistibile, nonostante ci preceda di 3 piazze nel ranking Fifa.

Avrei una piccola curiosità da togliermi: nel prolisso rullo dei crediti apparso a inizio partita avente lo scopo di informarci quanta meticolosità avesse speso la Rai per produrre la diretta, al nome di Marco Mazzocchi è apparso “Team Leader”. Sarei grato se qualcuno mi spiegasse che ruolo è il suo.