E’ inevitabile che l’argomento principale di questi giorni sia l’Olimpiade.
E a noi piace raccontare belle storie di sport, come quelle che abbiamo vissuto ieri.
E’ la magia dell’Olimpiade, quella che ti fa esultare per un affondo di fioretto o per un centro perfetto con l’arco come fossero un gol di Nocerino.

Grandi emozioni ieri, e medagliere italiano che si popola, grazie al “braccio armato” italiano.
La prima medaglia londinese è l’argento del pistolero Tesconi, poi l’oro all’ultima freccia del tiro con l’arco, con il 10 all’ultimo tiro di “Gillo” Frangilli, e infine il meraviglioso triplete del fioretto femminile, con Di Francisca, Errigo e Vezzali.

Il triplete tricolore sul podio

Due parole le spendo per raccontarvi la cavalcata meravigliosa delle nostre D’Artagnan.
Arianna Errigo arriva in finale con una violenza inaudita: distrugge ogni sua avversaria, aggredendola e liquidandola entro il primo “assalto” (ovvero il tempo da 3 minuti che suddivide l’incontro, composto da tre assalti). E allora via cinesi, russe, giapponesi, spazzate via. Fino alla Vezzali, massacrata in semifinale.
Elisa Di Francisca vince l’oro mostrando una classe superiore: quasi eliminata nel quarto di finale, sotto 3-8 contro la Golubytskyi, le piazza un parzialone di 9 a 0 in meno di 2 minuti, al punto che la tedesca si finge morta e rimane distesa sulla pedana oltre 5 minuti. Poi si riprende. E perde. E in semifinale, rischia di nuovo di finire fuori ad opera della maledetta coreana Nam: ma piazza una splendida rimonta, la costringe all’extratime e la trafigge alla stoccata decisiva.
E poi Valentina Vezzali: tesa, impaurita, rischia tantissimo nel quarto contro la tunisina Boubakri, sulla quale ha ragione all’extratime. Perde malamente contro la Errigo, ma fa un capolavoro, un’impresa, un miracolo nella finale per il bronzo.
La stramaledettissima coreana Nam la umilia, prende il largo, si porta sul 12 a 8. Mancano 15 secondi alla fine del terzo assalto, non c’è più speranza, è finita, addio medaglia. Poi uno, due, tre, quattro. 14 secondi, 4 stoccate, pareggio.
Si va all’extratime, al “golden gol”, chi tocca primo vince. Passano 45 secondi di silenzio e immobilità: la coreana si muove, attacca, corre, pianta il fioretto. Valentina lo vede, schiva, para, risponde, tocca. Punto, medaglia, tripletta.

El Shaarawy supera A. Cole

 

L’Italia delle armi non delude: che siano la pistola, l’arco o il fioretto, l’Italia c’è. Meravigliosamente.

Nella notte, intanto, il Milan batte i campioni d’Europa del Chelsea.
Allegri prova l’albero di Natale, unica punta il Faraone, che non delude ancora una volta, e in duetto con Emanuelson confeziona il gol che l’olandese spinge in porta per la vittoria finale. Da segnalare lo straordinario recupero di Bonera su Torres che salva il risultato. Il Milan estivo c’è. Gli highlights li trovate nella homepage, come sempre.