Questo Milan mi incuriosisce piacevolmente. Se l’ho già detto qualche volta – tipo due o trecento – chiedo venia, pure la morosa s’incazza perché talvolta sono logorroico, ma lo ribadisco. Quindi: questo Milan, malgrado sia stato costruito con un criterio che definirlo dilettantesco sarebbe da filosocietari, mi incuriosisce perché è pieno di elementi nuovi dopo anni di dittatura senatoriale. E poi in rosa ci vedo un sacco di italiani. Non che sia calcisticamente xenofobo sia chiaro, tutt’altro, il fatto è che sono un po’ nostalgico dei tempi in cui i non italiani erano soltanto tre. Meglio due, meglio ancora uno, ma concediamone pure tre va’ (roba da anziani, lo ammetto). Sono pure incuriosito dai giovanissimi, titolari o quasi; uno di essi, De Sciglio, è addirittura figlio di quel nostro vivaio tanto trascurato durante la gestione Galliani-Silvietto e che ora, per causa di forza maggiore (in parole povere: ora che siamo tornati i pezzenti di un tempo), siamo costretti a trattare con molto più rispetto e maggior attenzione. Ci sono anche giovanissimi come Niang. E come El Sharaawy il quale è partito un po’ in sordina, ma avrà modo di crescere contando sul nostro incessante supporto ed infinita pazienza (è più un auspicio che altro, poiché il popolo sta già cominciando a mugugnare: è viziato, è presuntuoso, è addirittura grasso, cose così).

Questa curiosità ovviamente non mi cancella dalla zucca le balle di Adrianone ed il menefreghismo della sacra famiglia (rigorosamente a lettere minuscole), in primis del suo capintesta, tuttavia faccio buon viso a cattivo gioco e la prendo così, curiosamente appunto. Divertendomi nel contempo, ovviamente, ché senza il divertimento sarebbe sciocco pure battere i tasti come sto facendo ora.

Sarebbe anche divertente in questo momento ad esempio scrivere qualcosa che alla fine dei giochi non si possa smentire di aver scrittto, possibilmente motivando un minimo il tutto. Così, tanto per vedere chi ci azzecca. Sia chiaro, non allo scopo di scatenare le solite stupide gazzarre del tipo: “Tu dicevi che… invece è successo che… quindi io che dicevo che… capisco di calcio più di te”.  Questa è roba per bimbiminkia, o per certi frustrati personaggi che, anziché spedire i propri curricula in Via Turati o andare a figa, amano infestare la rete e talvolta presentarsi pure qui tenendo chilometriche conferenze di scienza teccniccottatticca. Noi non siamo così.

Proviamo dunque.  Comincio io:

il Milan ha il potenziale per ottenere un quinto posto. Ma diciamo la qualificazione in Europa League, non di più. Di sicuro ci precederanno nell’ordine la Juve, ‘o Napule, ‘a Roma e l’Inter, poiché secondo me dispongono di rose più attrezzate rispetto alla nostra, più ricche di talento (o se preferite meno povere), e hanno proprietari più interessati alle loro sorti rispetto al nostro per le nostre (non ci vuol molto, è sufficiente conoscere i nomi dei propri calciatori).

In Champions il Milan verrà sbattuto fuori a calci in culo agli ottavi di finale: siamo stati fortunati nel sorteggio per i gironi, ma nella fase ad eliminazione diretta avremo un sacco di elementi poco avvezzi a quel tipo di gara.

Krkic si dimostrerà più forte di El Sharaawy, semplicemente perché lo è.

Pazzini segnerà dai dieci ai quindici gol, perché gliene mancano soltanto sette e sto facendo il furbo,  ma anche perché credo in lui.

De Jong sarà un elemento imprescindibile del centrocampo, diventerà il leader di questa squadra. Tosto fisicamente, piedi sopportabili, cattivo, aspetto poco raccomandabile, in serie A farà la sua porca figura.

Boateng no, non ha la stoffa del leader, al di là dell’aspetto poco raccomandabile. Ma se la salute e la Satta non lo tormenteranno, disputerà una stagione dignitosa.

Pato si confermerà un ex calciatore, l’ho già scritto mille volte ma è giusto che lo ripeta visto lo spirito del post.

Allegri mangerà il panettone soltanto se otterrà risultati decenti nei primi due mesi, altrimenti non ce la farà. Ma il suo destino è segnato comunque perché fa schifo a Silvietto (di conseguenza ad Adrianone che col cazzo è disposto ad affondare col livornese; ricordate il labiale in tribuna?: “Ma io gliel’ho detto!!!”). Insomma, al più tardi a fine stagione saluti e baci al caro Acciuga, capro espiatorio di turno (anche se è giusto precisare che, di fronte al non raggiungimento dei risultati che ho scritto sopra, l’esonero sarebbe sacrosanto.)

Voi scrivete un po’ ciò che vi pare, anche su argomenti che io non ho toccato, purché essi ovviamente riguardino il futuro del Milan. Esprimete pure il vostro pensiero liberamente. Sbilanciatevi, metteteci la faccia. A fine stagione torneremo qui e daremo un’occhiata. Non per assegnare patenti da tifoso o per fare i fenomeni come purtroppo sovente accade nelle tifoserie di ogni colore, ma semplicemente per sfotterci l’un l’altro in amicizia. O per complimentarci, è chiaro.

Il nostro leader del futuro, notare lo sguardo fiero e soprattutto intelligente