Ho visto Udinese-Milan in differita, quindi senza quell’atmosfera che emoziona, ma anche senza quell’ansia che opprime quando si segue la propria squadra del cuore.  E’ ovvio che nulla è bello quanto la diretta, tuttavia la tranquillità che t’infonde la conoscenza del risultato finale, sia esso positivo o negativo, ti porta a considerare le situazioni in maniera più pacata, più equilibrata. Perciò, al netto di pirlate varie o prodezze dei singoli (numerose le prime, rare le seconde), devo dire che la squadra, rispetto alle precedenti esibizioni – quella vincente di Bologna compresa – mi è parsa in netta ripresa. Soltanto il tempo ci dirà se questa mia impressione è giusta o sbagliata. Spero sia giusta, poiché un’altra serie B ve la sorbite voi: io ed altri qui abbiamo già dato e ci vedremmo costretti ad inparare le regole dell’hockey su prato e tifare la nazionale olandese femminile (scherzo eh?, non sia mai che piombi un concessionario di patenti da tifoso a distribuire gli abituali rimproveri) (fermo restando che la nazionale olandese femminile c’ha un suo perché).

Sarebbe sempre un bell'accontentarsi, ma ci sarebbe il problema della colpevole scarsità di esposizione mediatica per uno sport così spettacolare

Di tanto in tanto gli ex senatori dicono la loro sulle vicende del Milan attuale, e lo fanno quasi sempre a sproposito. Non è il caso di Sandrone Nesta il quale, interpellato sulla squallida lite Allegri-Inzaghi, è stato come sempre lapidario ed onusto di buon senso: una bambinata, ha definito l’episodio la nostra leggenda. Concordo. Grande Sandrone, mi (e suppongo “ci”) manchi.

Infine il sogno di Marcovan sul Milan del futuro. Orbene:  Silvietto all’improvviso, svegliandosi di soprassalto una mattina, decide di utilizzare la pompetta in modo diverso dal solito indirizzando il sangue verso il cervello, tralasciando per una volta la nota parte del corpo che sappiamo a lui più cara; conseguenza di ciò è: la cacciata a pedate di Adrianone destinazione Forte Dei Marmi, Giannino o dove caspita desidera lui, l’acquisto del Meazza o la costruzione di un nuovo impianto, l’ingaggio di Pep Guardiola con l’incarico di riorganizzare da capo a piedi la società come accadde a Cruijff allorché ristrutturò brillantemente la società Barcellona sul modello-Ajax col quale il fenomeno olandese era cresciuto. Ed ovviamente la ferma intenzione di lasciare lavorare il neoassunto senza rompergli i coglioni con le boiate tipo Edilnord e robe varie. Nella vita, e soprattutto nel calcio, non si sa mai…

Ci stai pensando eh?