Pare che Robinho abbia avuto un diverbio a fine gara con Bonera e non ricordo chi. Durante l’incontro, quello spione del bordocampista Nosotti rivelava di una panca milanista (l’intera panca, non soltanto Allegri) incazzata nera col brasiliano per il piglio poco aggressivo da lui dimostrato durante i pochi minuti concessigli, atteggiamento che peraltro si era notato chiaramente anche dal mio comodissimo divano.  Così, mi sembrava giusto riportare questa notizia.

La squadra mi è piaciuta. Parlo sempre da tifoso da squadra da quinto posto se va grassa, questo è bene precisarlo. Tuttavia ho visto ordine, voglia di aiutarsi e – a parte il già citato Robinho –  di faticare.  Al di là di tutto, se c’era una squadra che avrebbe meritato i tre punti quella era il Milan. Sull’uno a zero Boateng si è divorato un rigore di testa, sull’uno a uno il portiere parmigiano ha compiuto una prodezza su un’insidiosissima punizione di  Montolivo, il quale già aveva praticamente segnato il pareggio del Parma poco prima commettendo il fallo più stupido di tutti i tempi, pareggio realizzato in società con Abbiati che non para più quasi nulla, e se casualmente para qualcosa non riesce mai a trattenere la palla.

Le note positive sui singoli sono poche, però mi fanno felice perché due di esse riguardano giocatori ventenni. De Sciglio, benché fuori ruolo, ha dimostrato la solita sicurezza ed efficacia in fase offensiva; magari deve migliorare molto di più in fase difensiva, ma lo dico per fare il pignolo a tutti i costi, anche perché si tratta di un’ovvietà: i ventenni devono sempre pensare di dover migliorare. El Shaarawy, da troppi prematuramente giudicato pippa montata soltanto per qualche prestazione così così, è stato ancora una volta devastante, per il gol ma non solo: almeno tre recuperi in fase difensiva mi hanno commosso. Questi due, De Sciglio ed El Shaarawy, possono studiare da leaders del Milan del futuro.

Altre note positive vengono da De Jong e Yepes; il cagnaccio finché ne ha avuta – e ne ha avuta per parecchio tempo – non ha sbagliato una chiusura; il secondo, se gioca una partita ogni tanto beninteso, è sempre un buonissimo giocatore, un leader, una sicurezza.

Mi sembra che siamo in crescita. Lo sussurro soltanto, poiché i miglioramenti sono invero lentissimi, quasi impercettibili. Ma ci sono.