Il più grande di tutti, senza se e senza ma...

Si parla spesso di allenatori. Non se ne fa una malattia come altrove, ma se ne parla anche qui. Credo sia normale, fa parte della natura di noi tifosi: diventiamo tutti Cittì durante i Mondiali, figuriamoci se non ci trasformiamo in allenatori quando gioca la nostra squadra del cuore. Nel caso del nostro allenatore, di Allegri, ormai se n’è fatta una battaglia ideologica un po’ ovunque, e sono lieto che qui siamo rimasti nei limiti della decenza. Qui, grazie al Cielo, coloro ai quali Allegri fa schifo non rompono le scatole ogni giorno come tanti Catoni auspicandone la distruzione, gli altri, quelli a cui Allegri piace (invero pochissimi), non tentano di farlo passare per un genio della panca.

Allenatori dicevo. Parlerò pochissimo di Allegri, giusto due righe, potete emettere un sospiro di sollievo, niente orchite per oggi. Mi occuperò più in generale degli allenatori dell’era-Silvietto. Diciamo che più che parlarne, giacché occorrerebbe ben altro tempo e spazio per farlo in modo esaustivo, mi limiterò a metterli in fila in ordine di preferenza aggiungendo qualche striminzita considerazione personale. Non vogliatemene, ho il vizio di farlo per quasi tutte le questioni per cui nutro una certa passione; tanto per fare un esempio, se dovessi mettere in fila i vari attori che hanno impersonato James Bond nella fantastica serie che compie in questi giorni il mezzo secolo, la classifica sarebbe: Sean Connery, Pierce Brosnan, Roger Moore, Daniel Craig (per ora, poiché il ragazzo promette assai bene), George Lazenby (a mio giudizio ottima interpretazione, ma limitata soltanto ad un film), Timothy Dalton (ottimo attore, ma pesce fuor d’acqua nel ruolo).

Avrei una mia speciale classifica anche per le ex morose ma sarebbe veramente poco elegante renderla pubblica…

Comunque, gli allenatori che hanno avuto la fortuna di sedere sulla panca del Milan berlusconiano sono un po’ come gli attori sopra citati, ossia dei professionisti chiamati ad interpretare un ruolo assai prestigioso e remunerativo, ma nel contempo estremamente scomodo, essendo tale ruolo sottoposto continuamente al severo ed umorale giudizio di milioni di fans oltremodo esigenti e competenti in materia*.

Torniamo però a noi,  e finalmente alla mia classifica.

1) Fabio Capello: il numero uno senza alcun dubbio e per distacco; il suo fu un Milan mostruoso, talvolta vincente anche contro squadre sulla carta più forti. Un fuoriclasse della panca che si è confermato ampiamente anche nel prosieguo della lunga carriera.

2) Carletto Ancelotti: il più longevo, il più insultato dai cacciaviti dopo Allegri, forse quello che ha praticato il gioco più divertente finché ne ha avuta la possibilità. E’ rimasto qualche anno di troppo, ma è stato straordinario, checché se ne dica.

3) Arrigo Sacchi: il primo scelto dalla società targata Silvietto; fortunato per quanto riguarda qualche episodio di campo e per la disponibilità economica messagli a disposizione dall’allora generoso ed interessato proprietario, ma anche il più coraggioso, innovatore e – da buon romagnolo –  testardo  di tutti.

4) Alberto Zaccheroni: vinse uno scudo con una rosa non mediocre, ma più scarsa rispetto a quelle di almeno due o tre avversarie, beneficiando anche della più clamorosa serie di  botte di culo della storia del calcio.

5) Massimiliano Allegri: di lui, essendo l’attuale allenatore, si parla ogni giorno, quindi inutile sprecare soverchie parole. Come per Daniel Craig per la serie di 007 la sua posizione in classifica potrebbe ancora essere soggetta a cambiamenti, ma, a differenza dell’attore, dubito che per lui ciò possa avvenire in meglio.

6) Cesare Maldini: fu più che altro un traghettatore, nel suo palmares non spicca alcuno scudetto, ma si merita il il titolo di “migliore degli allenatori non scudettati” per due validissimi motivi: è il papà di Paolino, è l’allenatore del memorabile derby vinto sei a zero.

7) Leonardo Nascimento de Araújo: fantastico per le risposte al vetriolo alle critiche di Silvietto, non un granché come allenatore data anche la pressoché nulla esperienza nel ruolo. Comunque ottimo motivatore, con lui il Milan restò in corsa per lo scudo fino a poche giornate dalla fine, classificandosi poi terzo dietro ad una grandissima Inter ed una buona Roma.

8 ) Oscar Washington Tabarez: un signore, un bravo allenatore. Ebbe la scalogna di ereditare una rosa prosciugata psicologicamente dalla gestione Capello e di inciampare in un inizio di stagione in cui andò tutto storto. Fui dispiaciuto per il suo esonero, ma ricordo che all’epoca giudicai la decisione inevitabile poiché era evidente che la squadra, pur rispettando l’uomo, non  era in grado mentalmente di seguire l’allenatore.

9) Fatih Terim (l’Imperatore): a me era simpaticissimo; per la faccia, per il soprannome che si portava appresso, per gli atteggiamenti istrionici, per l’italiano stentato ma soprattutto per la passione per le Soap opera tipo Beautiful. Ma, al di là della simpatia, allenatore scarsissimo.

*So che l’inserimento dell’argomento Bond in un post riguardante gli allenatori del Milan può essere sembrato un po’ forzatello, e lo è, ma dovevo a tutti i costi omaggiare il mezzo secolo della serie. Chiedo venia.

... e visto che ci sono: il più grande di tutti, senza se e senza ma...