Il Maestro (sempre sia lodato), nella sua infinita e magnifica superbia, permette ad Acerbi di osservare il suo venerabile piedone numero 46

Il mercatino delle pulci – Se c’è un motivo di interesse in Milan-Chievo di oggi, è la possibilità di vedere in azione contro di noi un possibile futuro milanista: da quelle parti negli ultimi tre anni abbiamo pescato Mario Yepes e Francesco Acerbi, abbiamo seguito Kévin Constant quando ancora militava per i clivensi, mentre quest’estate – pare – siamo stati molto vicini ad ingaggiare Marco Rigoni dal Novara, poi finito ai nostri odierni avversari. Chi sarà il prossimo preferirei non saperlo, eppure la dimensione del Milan attuale non consente altro che pensare a rafforzamenti da bassa-media Serie A. D’altra parte la situazione a livello di qualità della rosa evidentemente non è rosea se, tolto il Faraone, oggi l’uomo della provvidenza sembra essere Bojan Krkic, uno scartato prima dal Barcellona, poi accantonato dopo mille opportunità dalla Roma di Luis Enrique, per essere definitivamente salutato da quella di Zdenek Zeman. Il primo, o uno dei primi, a pronunciarsi pubblicamente per un maggiore impiego del catalano fu più di un mese fa Giovanni Galeone, mentore di Massimiliano Allegri, che però ha pensato di seguire il consiglio del maestro con un po’ di ritardo. Che lo abbia fatto a torto o a ragione, probabilmente lo scopriremo già oggi: nel momento in cui scrivo, Bojan è dato titolare dietro all’unica punta Pato e affiancato a destra da Emanuelson e a sinistra da El Shaarawy. Io i miei dubbi sullo spagnolo continuo ad averli: per carità, alcune cose buone le ha e le mostra, la scuola Barça si vede, inoltre è grintoso, sa tenere palla ed è tatticamente disciplinato. Gli mancano, però, cattiveria in zona gol e il guizzo tipico di tanti nani da giardino (Messi, Giovinco, Maxi Moralez, Cossu i primissimi nomi che mi vengono in mente) e ciò sta ostacolando quella che fino a pochissimi anni fa sembrava prospettarsi come una gloriosa carriera. Tenete conto che queste cose le sta scrivendo uno che due mesi fa sosteneva che El Shaarawy sarebbe diventato un terzino nel giro di un paio d’anni, quindi può essere che porti bene.

Gli avversari – Tra i mussi volanti milita il «predestinato» Alberto Paloschi, che all’esordio con la maglia rossonera a San Siro contro il Catania timbrò subito il cartellino e che da molti di noi è ricordato per quel gol lampo che segnò, sempre a Milano, contro il Siena in campionato. Da lì, una buona stagione in B, due annate condite da infortuni tra Parma e Genova e infine l’approdo al Chievo, tra campo e panchina e, in quest’annata, infermeria. Non sarà della partita di oggi, dunque, ma i veronesi hanno altre frecce nel loro arco: la bandiera Sergio Pellissier, il costante Thereau, Di Michele dalla panchina. Nonostante il pessimismo cosmico che mi assale da quel nefasto giorno di luglio in cui il Maestro (sempre sia lodato) ci ha lasciato, penso che si possa dire che siamo favoriti e che la andiamo a vincere. La cosa brutta, però, di questo Milan è che non si può mai dare nulla per scontato, vista la tremenda fragilità psicologica che abbiamo in certe fasi di gioco, bilanciata solo dalla tenacia messa in campo non appena ci si trova con l’acqua alla gola. Dita incrociate, sarebbero tre punti d’oro per noi visto il calendario che segue.

A proposito di Juventus-Inter: segnalo questa bella illustrazione di Gustave Doré con la distruzione di Sodoma e Gomorra sullo sfondo

Gli altri – Come ha recentemente ricordato un noto raccoglitore di bacche, «per ogni Juve-Inter c’è un appassionato di calcio che decide di smettere», quindi evitiamo di parlare di questa robaccia orrenda, d’altra parte per trattare di cose brutte abbiamo già avuto le feste in maschera di Halloween. Tra le squadre che ci circondano in classifica, il Catania, sostanzialmente al gran completo, ospita la Lazio priva del bomber Klose, il Torino va in casa di un Napoli bisognoso di punti per restare in lotta scudetto, mentre Sampdoria e Atalanta si scontrano a Marassi in una partita che potrebbe costare la panchina di Ciro Ferrara.

Da seguireFiorentinaCagliari:  i viola stanno indubbiamente giocando un bel calcio, pur mancando di concretezza a causa della mancanza di una prima punta di livello e di alcune recenti prestazioni discutibili del gioiellino Stevan Jovetic. E’ una squadra in cui il cileno Pizarro dà un lento ma efficacissimo ordine a centrocampo, gli esterni Cuadrado e Pasqual coprono tutta la fascia, saltano anche l’uomo e si propongono in avanti con constanza, mentre una difesa non perfetta ma comunque rocciosa e rognosa garantisce una certa tranquillità dietro. Il Cagliari di Diego López viene da una importante serie di risultati utili consecutivi che hanno portato la squadra fuori dalla zona pericolo e, anzi, nel lato sinistro della classifica. Mancheranno, purtroppo per i sardi, Nainggolan e Conti, due elementi essenziali del centrocampo, e ciò potrebbe inficiare la qualità della prestazione degli isolani e della partita nel suo complesso.

Da evitareSiena-Genoa: il Siena di Cosmi sta andando bene e sembra una compagine che anche quest’anno potrà essere degna di restare in A. Detto ciò, il Genoa attuale è di una pochezza incredibile, troppi gli infortuni davanti, troppa la confusione tattica, tiri in porta col contagocce, mancanza di gioco e qualità a centrocampo, davvero nulla di bello da vedere. Mi ricorda una certa squadra, diciamo.

IL PROGRAMMA DELL’11a GIORNATA

3 novembre 2012
– ore 18:00: Milan-Chievo
– ore 20:45: Juventus-Inter

4 novembre 2012
– ore 12:30: Pescara-Parma
– ore 15:00: Bologna-Udinese
– ore 15:00: Catania-Lazio
– ore 15:00: Fiorentina-Cagliari
– ore 15:00: Napoli-Torino
– ore 15:00: Sampdoria-Atalanta
– ore 15:00: Siena-Genoa
– ore 20:45: Roma-Palermo