I nostri avversari odierni

Re Mida – Un altro paio di risultati positivi e le visite di Silvio Berlusconi a Milanello rischiano di assumere tratti a metà tra il racconto mitologico e quello epico, almeno su un bel pezzo di stampa – “Cantami, o Diva, del Luigide Silvio la folta cresta”, o roba del genere. Per carità, il riavvicinamento della proprietà alla squadra era quello che molti tifosi chiedevano (ma, finora, si sono viste solo passeggiate, quindi la mia personale opinione che al Milan così come ad ogni squadra di calcio più che un mecenate sia necessario ripensarsi come public company non ho nessuna intenzione di cambiarla – a un sacco di settantenni piace passeggiare, tra l’altro), ma se a parole il più entusiasta di questa svolta è Stephan El Shaarawy, cioè un post-adolescente che segnava e ci trascinava anche quando il Cavaliere non sembrava nemmeno più essere il proprietario, beh, mi viene il sospetto che sto tocco magico non sia un granché. Nocerino è un altro che si è espresso pubblicamente sulle qualità di motivatore di Berlusconi (e, come una settimana fa, penso ancora che da lui sia stato “raccomandato”, passatemi il termine): contro la Juventus ha giocato bene (benino, orsù, non esageriamo), ma resta l’unico esempio di questa presunta svolta psicologica, poiché Montolivo era in crescendo già da qualche tempo, Constant andava trovando una sua dimensione già da prima della trasferta del San Paolo, Robinho prima non c’era perché era infortunato, Boateng ha continuato a fare schifo anche contro i bianconeri, e così via. Aggiungo che quella di tirare fuori il carattere e giocare col coltello tra i denti nella ripresa non è qualcosa che è uscito fuori a Napoli, ma è stata una costante di tutta la stagione. Sulla vittoria di domenica, beh, sottolineerei che ad arbitri invertiti avremmo vinto il derby e pareggiato o perso contro i gobbi. Al Berlusconi che, come re Mida, trasforma in oro quello che tocca, non credo; continuo piuttosto a pensare che tra la sue qualità calcistiche ci sia qualcosa di più simile al meno noto tratto leggendario di Mida: le orecchie d’asino.

Gli avversari – Si va in trasferta al Massimino, un campo difficile per chiunque, tant’è vero che la squadra che «quella partita l’avrebbe vinta comunque» (cit.) senza lagne della panchina e una discutibile direzione arbitrale l’avrebbe in realtà persa. Il Catania ritrova in attacco la sua prima punta Bergessio, mentre dietro Spolli – fermo un turno, verrà sostituito da Bellusci. E’ una squadra rodata nel suo 4-3-3 (o 4-5-1?), con spunti di qualità (Ciccio Lodi, lo squalificato Papu Gomez) e ci è un punto sopra in classifica. Quando qualche settimana fa scrissi di un ciclo di partite terribili, nella lista pensai di includere anche questo incontro, perché non mi appariva facile allora e continuo a pensare ancora oggi che non sia facile, non solo per il nostro sgangherato Milan.

E continuava ad essere fragile…

Gli altri – Vi dico questo, a costo di essere preso a pernacchie in faccia nel giro di 36 ore: i gobbi il derby della Mole non lo vincono. Innanzitutto perché un conto è il turnover (cosa che presuppone un undici titolare), un conto è il giro di giocatori che sto vedendo compiere dalla coppia ConteAlessio: ad esempio, chi sa dirmi con sicurezza chi sono i due uomini di fascia titolari della Juventus? E l’attaccante accanto a Vucinic? E questo giovane Pogba che entra ed esce, rende sempre bene o ogni tanto si smarrisce? E Lucio, quello che doveva dare il cambio all’intero reparto difensivo, che fino ha fatto? Tutto ciò influisce, a mio avviso. Il Torino invece mi sembra una bella squadra quadrata, nulla di eccezionale né sulla carta né sul campo, però venderà cara la pelle. E se domenica sera quelli là si ritrovano secondi, forse qualche certezza in quel di Vinovo inizierà a traballare e ne vedremo delle belle: la psicologia conta. La Fiorentina, invece, ospita la Sampdoria, ma perde pezzi per infortuni vari: oltre a non recuperare Jovetic, per questo turno dice ciao ciao a Ljajic, Aquilani e Toni. Spero che Mati Fernandez ed El Hamdaoui li rimpiazzino adeguatamente, poiché, per quel che riguarda la lotta scudetto, quest’anno sono un po’ viola (avevo iniziato la stagione essendo un po’ giallorosso, ma la classifica la vedete pure voi).

Da seguireNapoli-Pescara. Ve la faccio semplice: gli azzurri rifilano una barca di gol agli abruzzesi – il cui cambio di panchina a me non è piaciuto proprio per niente. Almeno vedeteveli in diretta.

Da evitareGenoa-Chievo, scontro salvezza tra squadre colme di cagnacci rognosi (entrambe a punti lo scorso fine settimana, comunque), coi liguri orfani dello squalificato Borriello e i veneti che tornano a schierare Marco Rigoni al posto del fu Eriberto, infortunato.

IL PROGRAMMA DELLA 15a GIORNATA

30 novembre 2012
– ore 20:45: Catania-Milan 

1 dicembre 2012
– ore 20:45: Juventus-Torino

2 dicembre 2012
– ore 12:30: Napoli-Pescara
– ore 15:00: Bologna-Atalanta
– ore 15:00: Inter-Palermo
– ore 15:00: Genoa-Chievo
– ore 15:00: Lazio-Parma
– ore 15:00: Siena-Roma
– ore 15:00: Udinese-Cagliari
– ore 20:45: Fiorentina-Sampdoria