Gol a parte, la svolta la si è avuta con il suo ingresso…

Si ricomincia: dopo un inizio dell’anno all’insegna della cessione di Pato al Corinthians e dei cori razzisti contro tutti i nostri giocatori di colore durante l’amichevole Pro Patria-Milan con tanto di sospensione della partita, a san Siro il Milan gioca l’ultima partita del girone d’andata contro il fanalino di coda Siena; la partita sembra di quelle agevoli, ma la verità è che, per l’ennesima volta, si dorme per un intero tempo senza combinare praticamente nulla. A parte due occasioni con protagonista El 92 (incursione al 12′ salvo essere fermato in corner all’ultimo istante e tiro a giro al 33′ fuori di un soffio) il Milan non produce nulla; non si subisce praticamente niente – e di rischi potevano essercene, dato il ritorno al centro della difesa di Acerbi, affiancato da De Sciglio che lascia spazio sulla fascia destra ad Abate – ma per il resto il buio. Davvero difficile trovare un singolo capro espiatorio, tra Pazzini, Boateng, Nocerino ed Abate è una bella lotta.

Come di consueto, però, il Milan si trasforma nella ripresa: la squadra entra in campo più cattiva e vogliosa, fermo restando che non mancano né le occasioni per il Siena – clamorosa quella che capita a Rosina al 55′, complice una retroguardia che s’impappina su un pallone pericolosamente rimasto nella nostra area e non buttato via da nessuno – né svarioni da parte dei nostri, come un pallone assurdamente perso da Pazzini su una ripartenza al 48′. La voglia di battere il Siena c’è, ma a trasformare i nostri ci pensa il solito Bojan Krkic; entrato al posto di Nocerino a dieci minuti dall’inizio della ripresa, l’ex Barça si rende protagonista al 58′ di una stoica progressione con tanto di verticalizzazione sulla destra per il Boa, il quale converge al centro per El Shaarawy con il pallone a lato di pochissimo. Si corre di più e gli spazi sembrano aumentare.

Al 62′ un onesto Constant è costretto a cedere il posto ad Antonini per dolori fisici; Antonini si materializzerà in tutto il suo splendore con un pessimo traversone con destinazione ippodromo al 68′, per fortuna però si passa in vantaggio al 66′ con un’incornata di Bojan su cross di Boateng – molto meglio nella ripresa, come un po’ tutta la squadra – dalla destra. Dopo un’ammonizione a Pazzini a ed un altro tiro insidiosissimo di Bojan, il raddoppio su rigore segnato dal Pazzo al 79′. Sembrerebbe fatta, ma vuoi per le tante energie spese vuoi per le nostre ricorrenti amnesie difensive, nei minuti finali si soffre e si subisce il gol degli ospiti all’86’ di Paolucci su colpo di testa. Dopo un principio di rissa all’89’ e tre minuti di recupero, si arriva a quota trenta punti, a soli 5 punti dal terzo posto che significherebbe preliminari di Champions

Adesso a Torino per la coppa Italia (alla quale io tengo)…